La Catalogna ripiomba nel caos



Barcellona/Parte la sfida di Puigdemont. Oggi vota il Parlamento

MADRID. Massima incertezza in Catalogna alla vigilia della sessione nella quale il Parlament dovrebbe in teoria rieleggere il President uscente destituito da Madrid, Carles Puigdemont, in esilio a Bruxelles perché inseguito da un mandato di cattura spagnolo. In un nuovo duro braccio di ferro politico-giudiziario con Madrid, a poche ore dal voto "tutto sembra possibile", avverte Tv3. Anche che Puigdemont torni dal Belgio sfuggendo alla polizia spagnola al confine e si presenti davanti al Parlament per essere subito arrestato, magari però dopo la rielezione. Uno scenario non escluso dal suo avvocato Jaume Cuevillas. "Ha sufficien- te coraggio per presentarsi, farsi arrestare e surriscaldare ulteriormente la pentola a pressione su cui viviamo". Con una decisione 'preventivà molto criticata da diversi giuristi, su richiesta del governo di Madrid la Corte costituzionale ha deciso che Puigdemont non poteva essere eletto a distanza ma solo presentandosi di persona in aula, con l'autorizzazione del gip spagnolo Pablo Lla- rena. Un'ipotesi poco realista. Ancora ora Llarena ha negato ai due deputati indipendentisti ancora detenuti - il leader di Erc Oriol Junqueras e Jordi Sanchez - il permesso di assistere alla seduta di oggi, autorizzandoli solo a delegare il voto. Tre dei 5 deputati in esilio a Bruxelles con Puigdemont hanno rinunciato al seggio per non mettere a rischio la maggioranza assoluta (70 seggi su 135) indipendentista, se domani si voterà effettivamente su Puigdemont. L'incertezza è volutamente alimentata dal 'President' e dai suoi alleati. Il deputato di Erc Ferran Civit i Pardi ha pubblicato oggi su Twitter la foto di un viaggio "di rientro dal Belgio, con il pacco". Una , delle immagini mostra di spalle un passeggero dalla capigliatura simile a quelladi Puigdemont: "Il viaggio sarà lungo e mont. la seduta del Parlament sarà dura", ha scritto Lo stesso Puigdemont ha alimentato l'incertezza su Instagram con una foto della via di Barcellona in cui si trova uno degli ingressi del Parlament con la scritta: "A 24 ore dall'in- vestitura. Per il Paese. Per le Libertà. Per le nostre Istituzioni. Per la Democrazia. Per la Dignità. Per il Futuro. Per Te, Repubblica Catalana". Il leader secessionista ha scritto inoltre al presidente del Parlament Roger Torrent rivendicando l'immunità parlamentare che la giustizia spagnola non gli riconosce e chiedendo protezione. Nell'assoluta incertezza sulle sue intenzioni - secondo esponenti fiamminghi sarebbe atteso do- mani a Lovanio - la polizia spagnola ha moltiplicato i controlli attorno al Parlament e sulle autostrade dalla Francia. Tutti gli scenari sono ora aperti. Dalla rielezione comunque, a distanza, dal Belgio, o spuntando a sorpresa in aula, in aperta sfida alla giustizia spagnola; all' arresto; o a un rinvio della votazione. A meno che all'ultimo minuto non faccia un passo di lato e ceda il posto ad un candidato alternativo del suo gruppo. Un 'piano B' che ridarebbe un minimo di normalità alle istituzioni catalane che visibilmente piace ai suoi alleati repubblicani di Erc.


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