La Cgil «acconsente» alla fusione

Stellantis/A dieci anni dalla «rottura», il sindacato ora vede nell’accordo un’opportunità



di Amalia Angotti

TORINO. A dieci anni dal referendum di Mirafiori, con il no della Fiom che portò al duro scontro con la Fiat di Sergio Marchionne, la Cgil approva la fusione con Peugeot e vede nella nascita di Stellantis "un'opportunità". "È il più grande accordo finanziario e industriale europeo, siamo di fronte a un passaggio storico. C'è l'opportunità di scrivere una pagina nuova", ha detto, in un'intervista a Repubblica, il leader della Cgil, Maurizio Landini, uomo simbolo di quella rottura. Dopo il lungo braccio di ferro negli stabilimenti e nei tribunali sul nodo della governabilità nelle fabbriche contro l'assenteismo e la microconflittualità, le parole di Landini sembrano aprire le porte a una fase nuova. Anche la segretaria generale della Fiom, Francesca Re David, vede l'inizio di un nuovo percorso. "Questa alleanza apre grandi opportunità, anche se non mancano i rischi legati alle sinergie e alle sovrapposizioni. Chiediamo all'azienda che per il piano industriale ci sia un confronto con i tutti i sindacati, a partire dall'Italia. È un cambiamento storico e noi siamo pronti a fare la nostra parte", sottolinea. "Dieci anni fa quando la Fiat ha messo in contrapposizione lavoro e diritti - afferma la leader della Fiom - abbiamo detto no al contratto specifico di primo livello. L'azienda però, allora, non ha rotto solo con la Fiom, è anche uscita dal sistema della contrattazione collettiva nazionale. In questi anni noi siamo rimasti al tavolo in tutte le trattative in cui c'era da salvaguardare l'occupazione, abbiamo firmato tanti accordi e di recente i protocolli per far fronte all'epidemia. Non firmare il contratto Fiat non significa non riconoscersi reciprocamente al tavolo delle relazioni sindacali". Dal 2012 la Fiat è uscita da Confindustria, uno strappo nelle relazioni industriali. Re David auspica che dopo la nascita di Stellantis "Fca torni nel perimetro della contrattazione collettiva nazionale. Il suo modello non ha funzionato come credeva, il contratto nazionale c'è ancora e le multinazionali ci sono dentro. Raggiungere questo risultato sarebbe importante e positivo". Nel confronto con Stellantis la leader della Fiom chiede che prevalga "l'unità sindacale, che già ha caratterizzato il negoziato per il contratto nazionale dei metalmeccanici, e che deve esserci anche a livello europeo". È fondamentale però anche che il governo faccia sentire la sua voce "perché finora è stato totalmente assente, mentre quello francese è presente nel consiglio di amministrazione".