La disoccupazione cala a novembre,-8,9%

Istat/Ma le ultime cifre non bastano a segnare il recupero rispetto ai livelli pre-Covid



ROMA. Il tasso di disoccupazione riscende a novembre 2020 sotto il 9%, torna a crescere il numero degli occupati ma non basta a segnare il recupero rispetto ai livelli pre-Covid. Da febbraio si contano 300mila occupati e oltre 170mila disoccupati in meno, ma il numero degli inattivi, le persone che non hanno un lavoro e nemmeno lo cercano, risale alle stelle, toccando quasi 340mila unità in più. Il quadro sul mercato del lavoro che arriva dagli ultimi dati Istat resta fortemente influenzato dalla pandemia: tra restrizioni, lockdown parziali ed in generale le difficoltà legate all'emergenza, anche il posto si cerca di meno, così aumentano gli inattivi e diminuiscono i disoccupati. Allo stesso tempo, le misure anti-Covid messe in campo fanno balzare il deficit nel terzo trimestre 2020 al 9,4% dal 2,2% nel corrispondente trimestre 2019. "In termini assoluti - spiega l'Istituto - il peggioramento dei saldi è dovuto sia alla riduzione delle entrate sia al consistente aumento delle uscite, dovuto alle misure di sostegno introdotte per contrastare gli effetti dell'emergenza economica e sanitaria su famiglie e imprese". Dall'esplodere della pandemia, gli effetti sul mercato del lavoro restano pesanti, con un impatto che si conferma essere più acuto per i contratti a termine e per i lavorato- ri autonomi. Da un lato, a novembre scorso il tasso di disoccupazione scende all'8,9% (-0,6 punti rispetto ad ottobre) e tra i giovani al 29,5% (-0,4 punti), secondo le stime Istat, da cui emerge il forte calo del numero di persone in cerca di lavoro che risulta del -7,0%, pari a -168mila unità, nel confronto mensile, mentre nell'arco dei dodici mesi raggiunge il -10,3%, pari a -256mila unità. Parallelamente, dopo la sostanziale stabilità di ottobre, tornano a crescere gli occupati, che registrano un +0,3%, pari a +63mila unità, rispetto al mese precedente, con il tasso di occupazione che sale al 58,3% (+0,2 punti). Ma su base annua si continua a registrare uno scenario negativo, con un calo dell '1,7%, pari a - 390mila occupati. Il numero di inattivi, che scendeva da maggio, riprende invece a crescere dello 0,5%, con +73mila unità rispetto ad ottobre ed il tasso di inattività sale al 35,8% (+0,2 punti). Nel confronto annuo l'aumento raggiunge il +3,6%, ovvero 479mila persone in più fuori dal mercato. L'impatto sulle tipologie di lavoro non è lo stesso, mentre restano in campo gli ammortizzatori sociali Covid ed il blocco dei licenziamenti. La crescita mensile dell'occupazione riguarda i dipendenti a tempo indeterminato (+0,5%, +73mila unità) e gli autonomi (+0,6%, +29mila) ma non i dipendenti a termine (-1,5%, -40mila unità). Riduzione che è molto più alta nei dodici mesi e supera le 400mila unità. Rispetto a novembre 2019, i lavoratori permanenti crescono dello 0,8% (+123mila), ma crollano i dipendenti a termine (-13,6%, - 410mila) e gli indipendenti (-2%, - 103mila). Inoltre, gli occupati over50 crescono di 130mila unità "per effetto della componente demografica". E le prospettive non sembrano migliori. Confcommercio rimarca i "segnali non univoci" dal mercato del lavoro ed il "rischio di un peggioramento" nei prossimi mesi di una crisi che continua a colpire molti lavoratori di commercio, turismo e servizi. Intanto, prima della seconda ondata è salito il reddito disponibile delle famiglie: nel terzo trimestre 2020 è infatti aumentato del 6,3% rispetto al trimestre precedente, mentre la spesa per consumi è cresciuta del 12,1%, come emerge sempre dai dati Istat. Di conseguenza, la propensione al risparmio è stata pari al 14,6%, in diminuzione di 4,4 punti rispetto al secondo, ma in crescita di 6,5 punti nel confronto annuo. E il potere d'acquisto delle famiglie è cresciuto rispetto al trimestre precedente del 6,6%.

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