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La fame attanaglia 51 Paesi nel mondo




LE REGIONI PIÙ COLPITE SONO L’ASIA MERIDIONALE E L’AFRICA A SUD DEL SAHARA

MILANO. In 51 Paesi del mondo i livelli di fame e malnutrizione mondiale sono molto preoccupanti e a livello globale la fame resta ancora un grave pro- blema. Inoltre, dei 79 Paesi che presentano un livello di fame "moderato, grave, allarmante ed estremamente allarmante", solo 29 raggiungeranno l'obiettivo "Fame Zero" fissato dalle Nazioni Unite entro il 2030. Sono alcuni dei dati della tredicesima edizione dell'Indice Globale della Fame di Cesvi, presentati ieri a Milano presso Palazzo Clerici, sede dell'Ispi. Globalmente, secondo l'indice GHI, circa 124 milioni di persone soffrono di fame acuta, mentre 151 milioni di bambini sono affetti da arresto della crescita e 51 milioni da deperimento.Le regioni del mondo più colpite sono l'Asia meridionale e l'Africa a Sud del Sahara. In queste due aree si registrano i più alti tassi di denutrizione della popolazione, arresto di crescita, deperimento e mortalità infantile. In Africa a Sud del Sahara, si registra un tasso di denutrizione del 22% sul quale incidono condizioni climatiche avverse, instabilità politica e conflitti prolungati. Tra i Paesi dove la denutrizione è più presente ci sono Zimbabwe (46,6%) e Somalia (50,6%). Sempre nell'Africa subsahariana si trovano i Paesi con il più alto tasso di mortalità infantile sotto i 5 anni, a cominciare da Somalia (13,3%), Ciad (12,7%) e Repubblica Centrafricana (12,4%). A livello mondiale, il fenomeno delle persone costrette ad abbandonare la propria casa ha raggiunto proporzioni enormi. Le stime UNHCR parlano di 68,5 milioni di individui in tutto il mondo, tra cui 40 milioni di sfollati interni, 25,4 milioni di rifugiati e 3,1 milioni di richiedenti asilo. All'interno di un quadro complessivamente preoccupante, il GHI 2018 evidenzia comunque che la fame e la malnutrizione sono diminuite dal 2000, a indicare un miglioramento concreto nella vita di milioni di donne, uomini e bambini. Tuttavia nel 2018, avverte il Cesvi, non è stato possibile calcolare i punteggi GHI di 13 Paesi perché non erano disponibili i dati su uno o più degli indicatori. In particolare, in Burundi si stima che circa 1,67 milioni di persone siano vittime di insicurezza alimentare e la malnutrizione infantile sia dilagante. In Repubblica Democrati- ca del Congo 7,7 milioni di congolesi delle zone rurali si sono trovati di fronte a una grave insicurezza alimentare nel 2017. L'Eritrea - dove il tasso di arresto della crescita infantile stimato è del 52,8% e quello di deperimento infantile del 14,5% - ad oggi è uno dei maggiori "produttori" di rifugiati al mondo. La Libia vede un conflitto interno ancora in corso che ha perturbato la produzione agricola e ridotto l'offerta di prodotti alimentari sui mercati. In Somalia, dove sono evidenti le conseguenze della carestia del 2011 e della siccità del 2017, la denutrizione colpisce oltre il 50% della popolazione e la mortalità infantile è il 13,3%: i due tassi più alti tra tutti i Paesi inclusi in questo rapporto.


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