La Florida è in ginocchio



IRMA/CITTÀ SOMMERSE, MILIONI DI PERSONE SENZA LUCE E ACQUA, ALMENO 7 I MORTI

MIAMI. Per molti è stata la prova della vita: l’uragano Irma ha scosso la Florida, l’ha colpita con la violenza di venti da record, l’ha inondata con la velocità dei fiumi in piena, l’ha lasciata al buio. Il peggio è passato, Irma ha perso forza ed è tornata tempesta tropicale dirigendosi a nord, mentre il ‘Sunshine State’, pur mostrando tutta la sua resilienza, è inevitabilmente adesso in ginocchio davanti alla distruzione della natura inarrestabile che impietosa ha mietuto anche almeno sette vittime. E’ il momento della conta dei danni e il governatore della Florida Rick Scott, protagonista di questa storica emergenza rimasto fino alla fine risoluto nei suoi toni apocalittici, adesso chiede pazienza. “Ci vorrà tempo”, dice, mentre sorvola il territorio devastato, a partire dalle isole Keys dove Irma ha cominciato a colpire ieri mattina arrivando vigorosa in catego- ria 4. E’ il ‘paradiso del Sud’ per gli Stati Uniti, l’arcipelago idilliaco sogno dei turi- sti è colpito al cuore, con i bar sulle spiagge spazzati via, strutture fragili per loro natura e per questo belle e attraenti che non hanno ret- to alla furia di Irma. “Si rischia una crisi umanitaria”, hanno affermato le autorità locali, mentre i primi aiuti sono giunti dal cielo, a bordo di C-130 e altri velivoli. Qui si registra anche la gran parte delle vittime: due morti nella contea di Monroe, che comprende appunto le Keys, oltre a due vittime per un incidente stradale nella contea di Hardee e una - sempre per un incidente - nella contea di Orange. Anche due bambini hanno perso la vita nell’emergenza: avevano 11 anni e 11 mesi e sono morti in due diversi incidenti stradali. Il primo a Stone Mountain, in Georgia, dove era stato evacuato dalla Florida. A Key West ha invece resistito all’uragano la casa-museo di Ernest Hemingway: tutti salvi anche gli oltre 50 gatti che abitano la storica dimora. Irma è stata violenta ma anche ‘capricciosa’, modificando più volte la sua traiettoria rispetto alle previsioni. Così Miami, pur con le strade come fiumi, alla mercé di raffiche di vento fino a 100 miglia orarie, è stata risparmiata dalla distruzione apocalittica temuta. Si tira un sospiro di sollievo oggi, ma solo prima di cominciare a tracciare la mappa deianni comunque ingenti, con le prime immagini che mostrano barche scaraventate a riva negli approdi solitamente tra i più ambiti della zona e gran parte dei residenti della contea di Miami-Dade ancora senza elettricità. Ma in tutto lo Stato le interruzioni lungo la linea elettrica sono senza precedenti: oltre 4 milioni tra abitazio- ni ed esercizi commerciali rimasti senza corrente elettrica. Nella notte si era temu- to il peggio per Tampa, dove Irma sembrava diretta facendo tremare data la violenza con cui era già passata per Naples, sul Golfo del Messico, finita nell’occhio dell’uragano. Ma Bob Buckhorn, sindaco di Tampa, ha tirato un sospiro di sollievo: abbiamo sventato “un pugno in faccia”. Meno bene è andata nei giorni scorsi a Cuba, dove il presidente Raul Castro ha lamentato “danni gravi” in quasi tutta l’isola. Adesso il viaggio di Irma prosegue verso nord dove, pur ridimensionata nella sua violenza, la tempesta continua a devastare: Jacksonville (ancora in Florida) è inondata, Georgia e Alabama sono in allerta e la perturbazione comincia a farsi sentire anche a Charleston, in South Carolina.


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