La Grecia torna a riarmarsi

ATENE/IL PREMIER MITSOTAKIS ANNUNCIA L’ACQUISTO DI AEREI E NAVI DA GUERRA PER FRONTEGGIARE ANKARA



di Stefano De Paolis

ROMA. Atene corre alle armi. Il premier Kyriakos Mitsotakis ha annunciato un piano per un "ingente" acquisto di aerei e navi da guerra, oltre all'arruolamento di migliaia di altri soldati. Il tutto, di certo non a caso, mentre la Grecia continua a fronteggiare la aggressive rivendicazioni della Turchia sui ricchi giacimenti di idrocarburi in una vasta zona del Mediterraneo orientale. Allo stesso tempo, Ankara sembra invece voler allentare la tensione. Poche ore dopo l'annuncio di Mitsotakis, il governo turco ha fatto sapere che è rientrata nel porto la nave da ricerca sismica Oruc Reis, da settimane impegnata in controverse esplorazioni proprio nelle acque della zona contesa, con tanto di navi militari di appoggio. Atene comunque, ha fatto sapere Mitsotakis, acquisterà 18 nuovi aerei da combattimento Rafale di fabbricazione francese, quattro elicotteri per la marina e quattro nuove fregate, mentre ne ristrutturerà altre quattro. Inoltre, l'esercito otterrà nuove armi anticarro, nuovi siluri e nuovi missili guidati, oltre ad assumere 15.000 militari nell'arco dei prossimi cinque anni. Parigi, in prima linea contro le rivendicazioni di Erdogan, ha prontamente espresso soddisfazione, in particolare per l'acquisto dei Rafale. "Il ministro delle forze armate Florence Parly accoglie con favore la scelta annunciata dal primo ministro Mitsotakis di acquisire 18 aerei Rafale", ha affermato in una nota il ministero della Difesa, aggiungendo che questa scelta "rafforza il legame tra le forze armate greche e francesi, e consentirà loro di intensificare la loro cooperazione operativa e strategica". La Francia si è schierata con la Grecia sin dal primo momento, inviando, tra l'altro, navi da guerra e caccia da combattimento nella zona contesa e ospitando il 10 settembre il forum informale dei Paesi del sud dell'Unione europea ad Ajaccio, in Corsica. Un vertice in cui il presidente Emmanuel Macron ha sostenuto che l'Europa deve fare blocco dinanzi alle operazioni turche nel Mediterraneo orientale. "L'Europa deve avere una voce più unita e più chiara" nei confronti della Turchia, che "non è più un partner" perché ha assunto "comportamenti inammissibili". Immediata era stata la replica del ministero degli Esteri turco, che ha denunciato le dichiarazioni "arroganti" di Macron che "mettono in pericolo gli interessi" stessi dell'Unione europea. Il vertice di Ajaccio faceva peraltro seguito a manovre navali congiunte di Grecia, Italia, Francia e Cipro, denominate Eunomia, che si sono svolte due settimane fa proprio nel Mediterraneo orientale. Dunque, su Ankara la pressione è andata progressivamente aumentando, ed è ora difficile dire se il governo turco abbia infine deciso di allentare la tensione a causa di questo. Fatto sta che la Nave Oruk Reis è stata ritirata in quello che rappresenta "un passo per dare una possibilità alla diplomazia", ha scritto il quotidiano filogovernativo turco Yeni Safak, mentre Mitsotakis ha risposto che si tratta di "un passo positivo" e che Atene "è sempre pronta ad avviare contatti esplorativi con la Turchia

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