La juve prepara il futuro


Dopo lo scudetto/Perin, Emre Can, Morata. Ma il sogno è il 23enne laziale Milinkovic-Savic


TORINO. Da Emre Can, sogno di gennaio per il centrocampo bloccato e pronto a vestire il bianconero, a Mattia Perin e Alvaro Morata, l’imperativo per Marotta e la Juventus è correggere, non stravolgere la rosa della squadra bianconera, per renderla ancora più solida in campo europeo.

In casa ci sono già Spinazzola e Caldara, ora la dirigenza, una volta risolti gli ultimi dubbi legati alla conferma più importante, quella di Allegri, pianificherà i prossimi colpi di mercato.

A meno di clamorosi annunci, dal’anno prossimo non ci sarà Buffon, che in ogni caso giovedì in una conferenza stampa all’Allianz Stadium solleverà gli ultimi veli sul suo futuro.

Tra i possibili arrivi, si fa il nome di Perin, che però sarebbe destinato a fare il secondo di Szczesny: “Preziosi è un presidente abile e scaltro. Ha creato una competizione tra noi ed altre squadre, come il Napoli. - dice Marotta - Perin è un ottimo portiere, però noi non ci siamo addentrati minimamente nella trattativa”.

L’obiettivo della Juventus è “avere due portieri di ottimo livello” ma non Donnarumma: “abbiamo scelto Szczesny, è lui il titolare e Donnarumma non ci interessa” ed in ogni caso l’operazione sarebbe troppo costosa. In attacco, vista la giovane età di “Dybala e Bernardeschi, che rimarranno sicuro”, e considerato il ritorno di Pjaca dal prestito nella Bundesliga allo Schalke 04 il sogno è Morata: si lavora per il prestito con riscatto per un cavallo di ritorno che necessariamente comporterebbe l’addio di qualche big. Da valutare a che Mandzukic, di cui la Juve “è contenta, ma bisogna capire cosa c’è nella testa di questi ragazzi”, capire se gli stimoli sono ancora gli stessi degli ultimi anni.

A centrocampo l’arrivo di Emre Can, non ancora sicuro ma molto vicino, potrebbe coincidere con gli addii di Marchisio e Khedira, tentati da esperienze estere. Ma il vero nome forte, quello che fa so- gnare i tifosi e Allegri, è il 23enne Sergej Milinkovic-Savic, lanciato da una super stagione alla Lazio, valutazione stratosferica, doti tecniche e fisiche impressionanti e un presidente, Claudio Lotito, che però ha fissato la base d’asta intorno ai 100 milioni. Per ripartire alla conquista della Champions, “che resta l’obiettivo anche per il prossimo anno” bisogna però per forza puntare ai pezzi da novanta.

Il primo colpo della Nuova Juve, quella del settimo scudetto conquistato proprio domenica, è comunque stato quel Federico Bernardeschi reduce da una esperienza agrodolce con la maglia dell’Under 21 azzurra in Polonia ma anche da un’annata da assoluto protagonista con quella della Fiorentina, lanciato da titolare senza esitazioni da Paulo Sousa, che ben presto gli affiancherà anche Federico Chiesa.

Per portarlo a Torino la Juve fa uno sforzo molto importante, dimostrando di credere e tanto nelle sue qualità e nell’esplosione definitiva del 23enne più promettente del panorama italiano, non a caso con oltre dieci presenze in Nazionale maggiore alle spalle.

Un anno dopo, la prima stagione di Bernardeschi alla Juventus può definirsi assolutamente positivo: capace di adattarsi al gioco di Allegri più rapidamente di Douglas Costa, viene considerato alla stregua di un titotale nella parte centrale della stagione, pagando caso un infortunio che lo tiene ai box per quasi due mesi. In generale totalizza 31 caps tra Coppa Italia, Champions, Supercoppa e campionato, ma con circa 1100 minuti in campo. Uno score de- stinato ad aumentare l’anno prossimo se il carrarino dimostrerà di poter continuare nel percorso di miglioramento continuo che l’ha visto protagonista già con la maglia della Fiorentina.


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