La Lazio sogna in grande

LA VITTORIA SULLA JUVE ESALTA I BIANCOCELESTI. LO SCUDETTO NON È UN TABÙ



ROMA. Terzo posto a -3 dalla Juventus e a -5 dall’Inter. La Lazio si risveglia dopo aver battuto la Juventus campione d’Italia in casa, un’impresa che mancava in campionato all’Olimpico da 16 anni. Era il 2003 e Simone Inzaghi era in panchina, ma da giocatore. Oggi è l’artefice massimo dell’exploit biancoceleste e dopo il successo per 3-1 in rimonta contro Sarri, qualche sassolino dalla scarpa il tecnico laziale se l’è tolto. A chi gli ha chiesto se pensare allo scudetto è cosa da pazzi, Inzaghi ha risposto così: “Dico che forse il pazzo era chi a inizio campionato ci metteva fuori dai giochi per la Champions. Dobbiamo restare con i piedi per terra e pensare sempre a migliorare. Ovvio che siamo ambiziosi e guardiamo sempre su”. Non cita mai la parola ‘scudetto’ perché resta la Champions il vero obiettivo della Lazio, inseguito invano da Inzaghi da almeno tre stagioni: “Conosco l’ambiente: qui si fa presto a esaltarsi o deprimersi. Un mese e mezzo fa sentivo critiche ingiuste, ma io ho sempre creduto in questo gruppo”, ha sempre ribadito il tecnico. Il gruppo, uno spogliatoio unito dove tutti si sentono parte del progetto, lo stesso che costruito e alimentato da quattro stagioni consecutive. Organizzazione e preparazione meticolosa del match, meccanismi talmente rodati che qualsiasi innesto dalla panchina riesce a rendere al meglio, gioco che passa sempre per il cervello del regista avanzato Luis Alberto e costruito quasi esclusivamente per far rendere al meglio Ciro Immobile. Con Inzaghi il partenopeo ha segnato finora 17 gol in 15 partite di campionato. Con lui è rinato anche Correa, che ha già superato il suo record personale di gol in una stagione. Un risultato merito anche del patron Claudio Lotito, che ha resistito a oltranza alle avances dei top club per evitare di perdere i suoi gioielli: Immobile, Luis Alberto, lo stesso Milinkovic-Savic autore del gol che ha segnato la rimonta contro l’armata bianconera di Maurizio Sarri. Tutti rimasti a Formello e ora anche più che motivati a centrare l’obiettivo: “C’è anche la Lazio per lo scudetto”, si è lasciato andare il tecnico juventino. “Verranno momenti più difficili e lì dovremo essere bravi”, avverte però Inzaghi. Ciclicamente, infatti, è tra gennaio e marzo il periodo in cui le sue squadre subiscono le flessioni più importanti: era accaduto già due anni fa, con la Lazio terza a sognare la vetta, prima della frenata proprio nei mesi iniziali dell’anno nuovo. Prima di vedere se la Lazio ha imparato la lezione del panettone, ci sono altri passaggi, a partire dall’Europa League di giovedì prossimo in casa del Rennes dove la Lazio deve vincere e sperare che faccia altrettanto il Celtic contro il Cluj. Sarebbe una qualificazione ai sedicesimi insperata e forse per molti anche nefasta viste le energie che richiede il triplo impegno. Stabilito il nuovo record di 7 vittorie consecutive, in campionato Inzaghi avrà la possibilità di allungare ulteriormente la striscia sul difficile campo di Cagliari. Prima di dedicarsi alla Supercoppa Italiana di Riad, di nuovo contro la Juventus. Ma a questo punto sembra aver imparato bene come si batte la Vecchia Signora. Sognare non costa e come dice il ds Igli Tare: “Vincere aiuta a vincere”.

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