La Lega Nord cambia pelle

MILANO/DIVENTA PARTITO NAZIONALE, OGGI IL CONGRESSO DEL CAMBIAMENTO



di Silvia Egiziano

MILANO. Il Carroccio si aggiorna: sono circa 500 i delegati - 350 di diritto, il resto eletti - chiamati oggi al congresso straordinario ad aggiornare lo statuto della Lega Nord. Il partito fondato da Umberto Bossi non sarà liquidato ma resterà in vita, anche (soprattutto) per le pendenze con la magistratura legate alla restituzione allo Stato dei 49 milioni di euro di rimborsi elettorali giudicati irregolari. Comunque quello di oggi sarà un passaggio decisivo verso la sua trasformazione. “Siamo nel 2019 e il fatto che la Lega sia un movimento nazionale mi sembra ormai chiaro ed evidente” ha spiegato lo stesso Salvini il giorno dopo che il consiglio federale aveva stabilito la data del congresso. La principale novità sarà la possibilità per gli iscritti di avere la “doppia tessera”: per i militanti, infatti, sarà abolita l’incompatibilità con l’iscrizione o l’adesione “a qualsiasi altro partito o movimento politico”. Finora gli iscritti alla Lega Nord in linea teorica non potevano iscriversi alla ‘nuova’ Lega. Il ‘pa- dre fondatore’ Umberto Bossi, che oggi parteciperà al congresso, manterrà la carica di ‘Presidente Federale a vita’ e nell’articolo 1 sarà mantenuta la parola ‘Padania’. Nessun cambio è previsto per il simbolo con l’Alberto da Giussano né per la sede, che resterà a Milano, in via Bellerio. Non sarà automatico, inoltre, l’azzeramento delle altre cariche, compresa quella di segretario federale oggi ricoperta da Matteo Salvini. Il nodo sarà affrontato fuori dal congresso, non è detto se già oggi, con un consiglio federale straordinario, o in un momento successivo. La minoranza del partito, ha fatto sapere nei giorni scorsi il rappresentante Gianni Fava, non parteciperà al congresso perché “è inutile legit- timare un percorso che non ha garantito la benché minima possibilità di dibattito”. Ci sarà, invece, l’ex ministro ed ex governatore lombardo Roberto Maroni, tra i fondatori del Carroccio, per il quale “la Lega è immortale”. “Ci vado - ha detto Maroni - perché domani non è il funerale della Lega ma un passaggio di testimone, verso un nuovo partito che prende questa storia e la porta più in alto”. Più cauto Francesco Speroni, altra figura storica della Lega che ammette ancora oggi di ‘sognare’ la secessione. “Il congresso di domani è una svolta, ma non ho elementi per dire se positiva o negativa”. “Non so nulla, non conosco i testi, vedremo come sarà il nuovo statuto prima di fare commenti” si è limitato a commen- tare l’ex ministro e storico dirigente del Carroccio Roberto Castelli. Nessuna critica preventiva anche dall’ex europarlamentare Mario Borghezio, che domani sarà al Da Vinci come “osservatore” per “accertarsi” sia riconosciuto “il ruolo politico e della persona di Bossi, perché da questo non si può prescindere”. In contemporanea al congresso leghista, a poche centinaia di metri dall’hotel, è stato annunciato un flashmob di protesta delle Sardine di Milano, per le quali il cambio di statuto “renderà molto più difficoltosa la restituzione dei 49 milioni di euro sottratti allo Stato, che rimarranno a carico della ‘bad company’ Lega Nord”.