La Lega presenta la sfiducia a Conte

CRISI/SALVINI TEME UN’INTESA PD-M5S, DI MAIO REPLICA: “GIULLARE”

di Giampaolo Grassi



ROMA. Il giorno dopo l’avvio della crisi, è già piena campagna elettorale. E’ tut- ti contro tutti. Matteo Salvini teme un “in- ciucio” fra Pd e Movimento Cinque stelle e presenta la mozione di sfiducia al pre- mier al Senato. Conte risponde chiedendo ai presidenti delle camere di poter inter- venire con sue comunicazioni che potreb- bero, teoricamente, troncare il dibattito parlamentare sul nascere qualora il presi- dente del Consiglio annunciasse la sua in- tenzione di recarsi al Colle per dimettersi.

E’ guerra dei nervi, dunque, nella ex maggioranza con i pentastellati che rispon- dono al ministro dell’Interno dandogli del “giullare”, del traditore, accusandolo di aver accelerato la rottura per evitare l’ap- provazione della legge sul taglio dei par- lamentari. Il premier Giuseppe Conte si è comunque preso una giornata di riflessio- ne. Si è fatto vedere poco a Palazzo Chi- gi. I suoi collaboratori dicono che ha pre- ferito passare delle ore in famiglia.

Quello che aveva da dire lo ha detto l’altro ieri, in una conferenza stampa all’attacco di Salvini. Intanto si delinea il percorso. Elisabetta Casellati, ha convo- cato i capigruppo per lunedì, per stabilire la data del voto sulla mozione di sfiducia, atteso, al momento, per dopo Ferragosto. E,a questo punto, delle comunicazioni del premier. La Lega ha già presentato la sua mozione: “Troppi no”, come quello “cla- moroso e incredibile alla Tav, fanno male all’Italia”, c’è scritto.

Ma i pentastellati rilanciano: appro- viamo subito in via definitiva la sforbi- ciata alla poltrone. L’intenzione del parti- to di Di Maio è quella di chiedere la con- vocazione straordinaria della Camera per votare la riforma prima della discussione al Senato sulla mozione di sfiducia.

E allora anche il Pd ci prova: votiamo anche la mozione di sfiducia a Matteo Salvini, quella che i Dem hanno depositato tempo fa sui sospetti fondi russi alla Lega. Salvini guarda con sospetto a queste sfi- de, a questa convergenza di attacchi. Pri- ma attacca: sono solo stratagemmi per non andare a votare, visto che “tanta gente ha

paura di non essere rieletta”. Poi evoca lo spetto degli “inciuci”, dei governi tecnici. “Sento che ci sono toni simili tra Pd e M5S - dice - Sarebbe incredibile un go- verno Renzi-Di Maio. Sarebbe un gover- no inaccettabile per la democrazia”. Chia- mati in causa, Cinque stelle e democratici negano alleanze segrete, piani sotterranei. I primi gli danno del traditore, mentre Zin- garetti sentenzia: “Il populismo al governo ha fallito”, per questo la sfida delle elezioni “non è persa. Ci saranno due al- ternative: la Lega o il Pd”.

L’ex premier Matteo Renzi replica da facebook: “Caro Salvini, meno mojiti, più camomille”. Il leader della Lega ha fretta di andare a elezioni, di mettere a reddito il malloppo di consenso elettorale accu- mulato in questi mesi di governo. Sarà candidato premier, vuole che gli italiani gli diano “pieni poteri”. Ha anche accarezzato l’idea di far correre la Lega senza

alleati, e di vedere come va, per guardar- si attorno dopo le elezioni, nel caso in cui non possa fare da sola. I compagni di viag- gio ‘naturali’ sono FI e FdI. Gli azzurri stanno facendo i conti con la diaspora di Giovanni Toti.

Il governatore della Liguria ha già annunciato che il simbolo del suo movimento, ‘Cambiamo’, sarà sulla scheda elettorale.

FdI si fa forte degli esiti delle ultime tornate elettorali. Così Giorgia Meloni avverte Salvini. “Noi le alleanze le facciamo prima del voto e non dopo.

Non avrebbe molto senso rischiare di fare un altro governo con un gioco di pa- lazzo dopo il voto, piuttosto che un’alle- anza che gli italiani invocano da mesi”. In serata Salvini sembra aprire: “Non si è deciso se correremo da soli. Abbiamo un’idea di Italia per i prossimi cinque anni che sottoporremo a chi la condivide con noi

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