La Lega spinge sulla crescita

GOVERNO/EVITARE UNA MANOVRA CORRETTIVA E DARE UN SEGNALE POSITIVO



di Serenella Mattera

ROMA. Si apre ufficialmente con il braccio di ferro sul decreto Sblocca cantieri la lunga partita nel governo sui dossier economici, che passa dal Def di aprile per approdare alla manovra autunnale. Per provare a evitare una manovra correttiva ed evitare di dare un segnale di immobilismo con un Def “svuotato”, la Lega sostiene infatti la proposta del ministro dell’Economia Giovanni Tria di inserire da subito nel decreto sui cantieri, alcune norme fiscali e per il rilancio degli investimenti. Solo così, è la tesi, si riuscirà a mettere nero su bianco nel documento di aprile lo sforzo del governo per dare impulso allo sviluppo. Ma l’iniziativa si scontra con le perplessità del M5s, anche perché Luigi Di Maio si è messo al lavoro in prima persona su un disegno di legge per la crescita. La partita, già di per sé complessa, si intreccia con il braccio di ferro in atto sul decreto Sblocca cantieri. Il condono denunciato dal M5s - con un’uscita che ha parecchio irritato i leghisti - era già uscito dal tavolo quando lunedì sera i ‘tecnici’ dell’una e dell’altra parte si sono riuniti a Palazzo Chigi.

E alcuni passi avanti sarebbero stati compiuti. Ma la Lega non si ritiene affatto soddisfatta. Tanto che fonti di via Bellerio che hanno seguito il dossier invitano a non dare per scontato che nel Consiglio dei ministri arrivi il via libera definitivo al testo. Se la tensione non deflagra in scontro plateale è anche perché si è alla vigilia di una due giorni parlamentare assai complicata - oggi il voto sul processo a Salvini per il caso Diciotti, domani il voto sulla sfiducia a Toninelli - e c’è attenzione ai toni. Ma i nodi politici da sciogliere sono tanti e di tale entità da rendere necessario un accordo a tre tra il premier Giuseppe Conte, Matteo Salvini e Di Maio. Non si esclude un vertice a breve. Ma è anche possibile - spiegano dal go- verno - che si tenga un Cdm fiume: è convocato alle 14 ma potrebbe essere sospeso per proseguire in serata. Sul tavolo c’è anche il decreto sulla Brexit, nel quale Giancarlo Giorgetti ha proposto di inserire le norme sulla golden power, che mirano a rafforzare i poteri di intervento del governo sugli asset strategici, alla vigilia della firma del Memorandum d’intesa con la Cina. E dovrebbe esserci il decreto per il sisma firmato da Vito Crimi, che però non compare nell’ordine del giorno ufficiale. La Lega vorrebbe inserire poi un pacchetto di norme sulla rigenerazione urbana. Ma sul punto il M5s ha innalzato un muro. Quanto al decreto sblocca cantieri, agli uomini di Salvini continua a non andare giù la prudenza di una bozza studiata col bilancino. Non c’è il commissario unico nazionale, che avrebbe ‘insidiato’ il ruolo di Toninelli, ma si parla di “uno o più commissari”. La Lega ha ottenuto di snellire e liberalizzare le procedure d’appalto, con la cancellazione delle linee guida dell’Anac. Ma parte del M5s su questo storce il naso. “Bisogna darsi una mossa e i Cinque stelle non lo capiscono”, lamenta un deputato leghista: non si può - è il senso - stare immobili, aspettare il monitoraggio dei conti previsto a luglio, e rassegnarsi a una manovra correttiva e all’aumento dell’Iva. Il pressing sul governo c’è. Lo ricorda da Bruxelles il vicepresidente Valdis Dombrovskis, che ribadisce che l’Italia deve “ripensare i suoi obiettivi di bilancio, assicurando una discesa del deficit e del debito”. Ad oggi, il Def è ancora tutto da scrivere. Senza le misure per la crescita proposte da Tria (accogliendo anche alcune idee della Lega) si rischia di presentare un documento sostanzialmente vuoto. Ma M5s frena. E al ministero dell’Economia gli alleati vivono da separati in casa. Lo dimostra l’episodio dell’incontro di Tria con il sottosegretario leghista Armando Siri, che gli illustra la sua proposta di flat tax per le famiglie. Siri avrebbe “tanto da lavorare” altrove, commenta piccata la M5s Laura Castelli.

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