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La marijuana delle cosche



SEQUESTRATE TRE PIANTAGIONI IN CALABRIA. ARRESTATO IL FIGLIO DI UN PENTITO

VIBOVALENTIA. Milioni di euro di guadagno e una tecnica di coltivazione della marijuana frutto di una profonda conoscenza criminale che, a dispetto della giovane età, l’ha reso un esperto nel settore. Emanuele Mancuso, figlio del boss Pantaleone, alias “L’Ingegnere”, e dal mese scorso collaboratore di giustizia, era il fondatore e lo stratega di un’organizzazione criminale ramificata sul territorio, con contatti anche in altre regioni, specializzata nel traffico su larga scala di marijuana. Insieme ad altre 28 persone, 18 delle quali destinatarie di un’ordinanza cautelare, tra carcere e domiciliari e un obbligo di dimora, Mancuso è caduto ieri mattina nella rete tesa dalla Dda di Catanzaro e dalla Squadra mobile di ViboValentia che ha sequestrato tre piantagioni e 26mila piante di marijuana. Mancuso acquistava online semi di canapa indiana e concime. Curava la realizzazione delle strutture in cui piantare i semi, la germinazione e la fioritura delle piante, la crescita, la lavorazionee,infine,l’immissionesulle piazzedispaccio.All’attivitàcriminale collaborava manodopera reclutata tra extracomunitari. L’inchiesta, che ha visto nel corso del blitz la collaborazione delle Squadre mobili di Genova, Alessandria, Brescia, Caltanissetta, Catanzaro, Chieti, Imperia, Lecce, Milano, Napoli, Salerno e Savona, si è basata non solo sull’attività tecnica ma anche sulle dichiarazioni rese dal pentito. In particolare, Mancuso, in uno dei suoi primi verbali, risalente al 5 luglio scorso, ha raccontato in maniera articolata e con dovizia di particolari la sua particolare “passione” per la marijuana e per gli affari collegati al traffico della sostanza stupefacente. Il pentito aveva anche studiato un sistema ingegnoso per controllare lo sviluppo delle piante e laloromaturazione,utilizzandoidroni, che servivano per accertare se nelle vicinanze ci fossero “movimenti” sospetti da parte o delle forze dell’ordine o di curiosi.Aveva anche fatto realizzare un tunnel che dava accesso direttamente al terreno senza essere notati. I semi di canapa indiana venivano acquistati da Mancuso online attraverso il sito “Empatia.com”, per il quale sono state avviate le procedure di oscuramento, gestito dalla società “Giardini e Segreti” di Genova. Un sistema che avrebbe consentito a Mancuso di acquistare migliaia di semi. Mancuso, a tale scopo, aveva anche aperto una falsa partita Iva. Ieri mattina i tre negozi gestiti dalla società, i cui titolari sono stati indagati, con sede a Genova e a Sestri Ponente, sono stati perquisiti. E’ scattato anche il sequestro preventivo della sede legale dell’azienda, nel centro storico del capoluogo ligure. “Questa indagine dimostra le maglie larghe della legge, che consentono di aprire siti internet per la rivendita di semi di marijuana light”, ha detto il Procuratore distrettuale di Catanzaro, Nicola Gratteri, incontrando i giornalisti insieme al scomparsa giovediquestorediVibo Valentia, Andrea Grassi. Gratteri ha definito Emanuele Mancuso un “agronomo criminale”. “In oltre 30 anni di professione - ha commentato il Procuratore di Catanzaro - non ho mai conosciuto nessuno come Emanuele Mancuso così esperto nella tecnica di coltivazione e trattazione della marijuana”.


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