La notte delle decisioni


PRESIDENZIALI/TRUMP SEMPRE PIÙ SOLO, I BIG REPUBBLICANI CHIEDONO LE DIMISSIONI


NEW YORK. Il giorno più lungo per Do- nald Trump, travolto dallo scandalo a un mese dal voto. E’ il giorno del duello tv che può segnare la svolta decisiva nella corsa alla Casa Bianca. Con decine di milioni di americani incollati allo scher- mo e un picco di ascolti da record, per il dibattito che ha già vinto la palma del più atteso della storia.

Un appuntamento a cui il tycoon è ar- rivato più isolato che mai, un partito che già a denti stretti aveva accettato la sua candidatura, e che ora è nel caos più com- pleto, con decine di big tra senatori e lea- der del Grand Old Party che tolgono il loro appoggio al candidato ufficiale o ne chiedono un passo indietro. Una fronda

guidata da personaggi del calibro di John McCain e Condoleezza Rice, che si uniscono a chi non ha mai digerito la nomination di Trump, come il clan dei Bush o Mitt Romney.

E personalità di spicco come lo speaker della Ca- mera Paul Ryan o il nume- ro uno del partito Reince Preibus, che formalmente continuano - turandosi il naso - ad appoggiare il can- didato. L’ultimo in ordine di tempo a chiedere le di- missioni di Trump per la- sciare il posto al candida-

to alla vicepresidenza Mike Pence è il se- natore John Thune, a pochissime ore dal secondo dibattito con Hillary Clinton. E’ lui il più alto in grado nel partito repub- blicano a invocare un cambio della guar-

dia.E Pence, che ha criticato duramente le parole volgari ed offensive di Trump sul- le donne, sta alla finestra. Anche se per molti esperti oramai lo switch, con il voto gia’ partito in alcuni stati (grazie alla pra- tica dell’early voting), è praticamente im- possibile.

Ma, premesso che si parla di scenari inediti, il pressing senza precedenti per un ritiro di Trump lascia aperta - a detta di molti osservatori - la possibilità di svi- luppi clamorosi. Intanto Trump, circondato dai fedelissimi come l’ex sindaco di New York Rudy Giuliani e il governatore del New Jersey Chris Christie, viene descrit- to da chi gli è stato vicino nelle ultime ore nel ‘fortino’ della Trump Tower come scosso e incredulo. Non crede a quello che sta accadendo dopo la pubblicazione del video dello scandalo da parte del Washington Post. Ma allo stesso tempo si parla di un Trump rabbioso, che - come ha oramai piu’ volte ribadito in video e su Twitter - non ha alcuna intenzione di molare.

E che chiama i repubblicani che lo stanno scaricando di ora in ora “ipocriti moralisti”, che non tengono conto del suo seguito popolare. Anche se in base a un

sondaggio della Abc il 43% degli ameri- cani vorrebbe il suo ritiro.

Emblematiche le immagini della notte scorsa quando, uscito davanti alla Trump Tower, il tycoon ha cercato il bagno di folla, accolto da un’ovazione delle deci- ne di fan riunitosi sotto la sua residenza sulla Fifth Avenue di Manhattan: lui cir- condato dagli agenti, ha salutato ripetuta- mente tutti con il braccio alzato e in segno di sfida e di vittoria. In quello che però per qualcuno potrebbe addirittura diven- tare il gesto di addio ai suoi sostenitori. Perché anche Trump sa bene che davanti alla platea di studenti della Washington University di St.Louis, in Missouri, si gio- ca le sue ultime carte disperate. Secondo alcuni media, vedi il New York Times, i suoi strateghi gli avrebbero suggerito di adottare un atteggiamento fermo ma umi- le, di un candidato che si è reso conto del- la gravità di quelle affermazioni volgari e sessiste affiorate dal recente passato. Ma l’impressione è quella di un animale feri- to, pronto a qualunque colpo basso nei confronti della rivale. Già su Twitter ha pubblicato il video della donna che nel 1999 accusò Bill Clinton di averla vio- lentata e Hillary Clinton di averla minac- ciata per farla tacere. Vicenda archiviata dagli inquirenti.

La candidata democratica si rende per- fettamente conto che sara’ attaccata su que- sto terreno e - racconta il suo entourage - si sta preparando a tutti gli scenari possi- bili, compreso il “worst case scenario”