La partita Aspi entra nel vivo

di Enrica Piovan



ROMA. Comincia ad entrare nel vivo la partita che porterà nei prossimi mesi alla nascita della nuova Aspi pubblica. Il primo vero momento chiave è giovedì, con la presentazione da parte di Aspi del nuovo Piano economico finanziario, ma in attesa dei numeri che consentiranno di iniziare a definire meglio i primi dettagli dell’operazione, le grandi fondazioni hanno fatto un primo punto con Cdp per avere almeno a grandi linee il quadro della situazione. Intorno al tavolo ‘virtuale’ (la riunione si è svolta in videocall), il presidente di Cassa, Giovanni Gorno Tempini, l’a.d. Fabrizio Palermo e il direttore dell’Acri Righetti e tutte le fondazioni azioniste di Cdp (con il 15,93%), tra cui Compagnia San Paolo e fondazione Crt, rappresentate dai massimi vertici, che chiedevano di fare un primo punto sul progetto ‘sancito’ dal cdm notturno del 14 luglio. L’incontro, secondo quanto si apprende, durato poco più di un’ora, è stato interlocutorio e dalle fondazioni sarebbe emersa una generale disponibilità a partecipare all’operazione non appena saranno disponibili i dettagli concreti. Il dossier Aspi sarà anche al centro di un cda di Cdp, atteso in settimana. Il progetto intanto è ancora in fieri, ma tra sette giorni dovrà essere messo nero su bianco almeno nella sua cornice e con un cronoprogramma dei prossimi mesi: per il 27 luglio è atteso infatti il Memorandum of understanding tra Cdp e Atlantia che darà il via ufficiale all’operazione. Cresce intanto l’attesa per i dettagli del nuovo Piano economico finanziario di Autostrade per l’Italia, che la società presenterà giovedì 23 luglio al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Piano che, secondo le richieste del Mit, dovrà contenere gli elementi anticipati dal concessionario nella proposta transattiva, dagli interventi compensativi senza effetto sulla tariffa per un importo di 3,4 miliardi al programma di investimenti sulla rete autostradale pari a 13,2 miliardi di euro, incrementabili fino a 14,5 miliardi, fino alla consistente riduzione della tariffa. Si guarda al piano anche per conoscere voci chiave come tariffe e remunerazione degli investimenti, che saranno fondamentali per permettere di definire il valore dell’azienda (stimato tra i 6 e i 10 miliardi), che è il vero snodo intorno cui ruota l’operazione. Una partita che fa gola a molti, che però sono alla finestra in attesa dei dettagli del progetto: dai fondi stranieri come Blackstone, che in Italia ha già investimenti per 4 miliardi e sarebbe disponibile ad un’operazione di sistema, all’australiana Macquarie. Sul fronte italiano si guarda a soggetti come F2i e Poste Vita, oltre che alle casse di previdenza. A scegliere gli investitori istituzionali sarà Cdp, che, dopo un aumento di capitale (che potrebbe essere vicino ai 4 miliardi per il 33% di Aspi), dovrebbe costituire per fine ottobre un veicolo ad hoc (con gli investitori istituzionali al 22%) cui andrà il 55% della nuova Aspi. L’iter, che si concluderà con lo sbarco in Borsa della nuova società pubblica, è però ancora lungo e non privo di nodi da sciogliere. Dalla complessa due diligence (fiscale, finanziaria e tecnica) che richiederà mesi, fino allo scoglio dell’articolo 35 del Milleproroghe, che costituisce un problema perché svaluta l’indennizzo.

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