• Redazione

La paura arriva in Vaticano

Il Papa pregherà davanti al crocifisso che salvò Roma dalla peste



diMarco Belcastro

CITTÀ DEL VATICANO. Il coronavirus arriva anche nella residenza del Papa e tra mercoledì e ieri sarebbero stati in diversi a sottoporsi ai tamponi. Compreso Papa Francesco, anche se il Vaticano su questa notizia non si è pronunciato ufficialmente. Sarebbero state eseguite anche delle sanificazioni in alcuni ambienti della Segreteria di Stato, considerato il caso positivo di un monsignore italiano, e in alcuni locali di Casa Santa Marta. Intanto, il Papa ha affidato 30 re- spiratori acquistati nei giorni scorsi all'Elemosineria Apostolica perché questa ne possa fare dono ad alcune strutture ospedaliere nelle zone più colpite dalla pandemia di Covid- 19. "In questi giorni di tanta sofferenza - ha detto Papa Francesco nell'introduzione della messa a Santa Marta - c'è tanta paura. La paura degli anziani che sono soli nelle case di riposo o negli ospedali o a casa loro e non sanno che cosa accadrà. La paura dei lavoratori senza lavoro fisso che pensano come dare da mangiare ai loro figli e vedono venire la fame. La paura di tanti servitori sociali che in questo momento mandano avanti la società e possono prendere la malattia. E anche la paura, le paure di ognuno di noi. Ognuno sa quale sia la propria paura. Pre- ghiamo il Signore perché ci aiuti ad avere fiducia e a tollerare e a vincere le paure", ha concluso il Papa.Intanto, la vita del piccolo Stato, e soprattutto l'agenda del Papa, al momento non avrebbero dunque subito una battuta d'arresto. Ieri mattina Papa Francesco ha celebrato come sempre la messa mattutina, proprio nella cappella di Santa Marta. Presenti anche i tre segretari, l'assstente personale e alcune suore. Poi si è spostato nel Palazzo Apostolico per le udienze della giornata. Da quando è scattata l'emergenza, sono state sospese le udienze dei gruppi ma non quelle individuali. E il Papa ogni giorno incontra delle persone e anche per questo è da escludere che sia risultato positivo al Covid-19. Tra gli altri, ieri mattina Francesco ha voluto vedere il presidente di Sant'Egidio Marco Impagliazzo per ringraziare, attraverso lui, tutti i volontari che in questo periodo di emergenza non solo confermano il loro servizio agli ultimi ma in qualche caso lo hanno anche intensificato. Il Papa, dunque, è preoccupato per la pandemia ma non per sé stesso e tanto meno risulta in isolamento. Oggi si ripeterà a San Pietro un grande gesto senza precedenti proprio per invocare Dio affinché cessi l'emergenza che ha toccato tutto il mondo. Francesco, in una piazza San Pietro vuota, pregherà davanti al Crocifisso 'miracoloso' che, secondo la tradizione salvò nel 1522 Roma dalla peste. È stato, infatti, trasportato dalla chiesa di San Marcello al Corso in Vaticano. Come anche ci sarà un'altra icona-simbolo, quella della Salus Populi Romani. Papa Francesco ha pregato davanti a questa immagine della Madonna, cara ai romani, decine di volte, prima e dopo i suoi viaggi internazionali. Oggi lo farà chiedendo di porre fine alle sofferenze. Infine, impartirà una benedizione speciale, Urbi et Orbi, che in tempi normali è propria delle due grandi festività dei cattolici, Pasqua e Natale. Sarà anche possibile avere una indulgenza plenaria. Sempre oggi, i vescovi italiani che potranno si recheranno in un cimitero della loro diocesi per pregare per tutte le vittime del coronavirus morte in questi giorni sole e senza che nessuno potesse celebrare per loro il funerale. Intanto, sono sempre più vicine le celebrazioni della Settimana Santa che si svolgeranno anche in Italia "senza concorso di popolo". Ma la Cei vorrebbe più persone intorno all'altare e per questo ha avviato una "interlocuzione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri". I vescovi hanno chiesto a Palazzo Chigi che "per garantire un minimo di dignità alla celebrazione, accanto al celebrante sia assicurata la partecipazione di un diacono, di chi serve all'altare, oltre che di un lettore, un cantore, un organista ed, eventualmente, due operatori per la trasmissione". Il governo si è limitato a ribadire "l'obbligatorietà che siano rispettate le misure sanitarie, a partire dalla distanza fisica".

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