• Redazione

La paura non alimenti l’odio


MIGRANTI/IL PAPA: NON BASTA ACCOGLIERE MA GLI STRANIERI RISPETTINO LE LEGGI


CITTA’ DEL VATICANO. La paura del- l’altro, del diverso, del migrante, “è legitti- ma”, “non è peccato”. ma è importante che questo timore non chiuda i cuori, non fac- cia alzare barriere, non condizioni le politi- che e non alimenti l’odio. Così il Papa sug- gella la Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato.

In 9mila a messa con lui a San Pietro da 50 nazioni diverse. Rifugiati e immigrati che vivono a Roma ma che portano con loro colori e suoni dell’America Latina, del- l’Africa, dell’Asia degli altri Paesi d’Euro- pa da decenne terre di emigrazione. Il Papa li accoglie a braccia aperte ma chiede a tutti di fare la propria parte, rispettando le leggi, la cultura e le tradizioni dei Paesi che ospitano e anche ad avere comprensione dei timori di chi accoglie.

La Giornata Mondiale del Migrante si è celebrata ieri in tutto il mondo. Tante le diocesi che hanno messo in campo una serie di iniziative, da celebrazioni multilin- gue a pranzi etnici, da preghiere con le

comunità straniere a momenti di riflessio- ne. Da ora in poi la Giornata Mondiale, che ha oltrepassato il secolo di celebra- zioni, si sposterà invece alla seconda do- menica di settembre. La prossima sarà l’8 settembre del 2019.

Le paure di chi accoglie i migranti, ma anche di chi arriva, “sono legittime, fon- date su dubbi pienamente comprensibili da un punto di vista umano. Avere dubbi e timori non è un peccato. Il peccato - ha sottolineato Papa Francesco nell’omelia - è lasciare che queste paure determinino le nostre risposte, condizionino le nostre scelte, compromettano il rispetto e la ge- nerosità, alimentino l’odio e il rifiuto”. E invece occorre “superare le nostre paure per poter andare incontro all’altro”.

“Per i nuovi arrivati - ha detto ancora il pontefice -, accogliere, conoscere e rico- noscere significa conoscere e rispettare le leggi, la cultura e le tradizioni dei Paesi in cui sono accolti. Significa pure compren- dere le loro paure e apprensioni per il futu- ro. Per le comunità locali, accogliere, co- noscere e riconoscere significa aprirsi alla ricchezza della diversità senza preconcet- ti, comprendere le potenzialità e le speran- ze dei nuovi arrivati, così come la loro vul- nerabilità e i loro timori”.

E’ un discorso, quello del Papa, che guarda alla fragilità umana. Non solo di chi arriva mettendo anche a repentaglio la sua vita, ma anche di chi ospita con tutte le sue remore. “Non è facile entrare nella cultura altrui, mettersi nei panni di perso- ne così diverse da noi, comprenderne i pensieri e le esperienze. E così spesso ri- nunciamo all’incontro con l’altro e alzia- mo barriere per difenderci”.

“Le comunità locali, a volte, hanno pa- ura che i nuovi arrivati disturbino l’ordine costituito, ‘rubino’ qualcosa di quanto si è faticosamente costruito. Anche i nuovi arrivati - ha sottolineato ancora il Papa - hanno delle paure: temono il confronto, il giudizio, la discriminazione, il fallimento”. Paure dall’una e dall’altra parte. Da supe- rare insieme. Infine Bergoglio ha chiesto che l’incontro vero con l’altro non si fermi all’”accoglienza” perché occorre anche “proteggere, promuovere e integrare”.


ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA