“La pazienza ha un limite”



NATO/PENCE RASSICURA GLI ALLEATI SULLA COOPERAZIONE, MA AVVERTE SULLE SPESE

BRUXELLES. “A nome del presidente Trump esprimo il forte impegno alla part-nership e alla cooperazione con l’Unione europea” con la quale gli Usa “condividono gli stessi valori e lo stesso scopo di difendere la libertà, la democrazia e lo stato di diritto”. Alla prima visita ufficiale dell’Amministrazione di Donald Trump alle istituzioni Ue, il vicepresidente Mike Pence ha cercato di rassicurare gli europei. Parole chiare, ma dubbi non del tutto dissipati. Anche perché non è mancata la strigliata, dopo la visita alla Nato. Gli alleati non possono pensare di non rispettare la promessa di aumentare le spese per la Difesa: chi ha già fatto piani per arrivare al 2% del pil in spese per la Difesa promesso in un decennio al vertice del 2014 in Galles li deve accelerare, chi non li ha ancora fatti li dovrà preparare entro l’anno, è stato il messaggio. Dopo il rude richiamo del Segretario alla Difesa James Mattis, che nella ministeriale di mercoledì scorso aveva minacciato che gli Usa potrebbero “moderare” il loro impegno se europei e canadesi non aumenteranno il loro impegno per le spese militari, Pence ha sotto- lineato che il capo del Pentagono non aveva fatto altro che “parlare molto chiaramente della frustrazione del popolo americano”. Ha ricordato che gli Usa sostengono “il 70% delle spese” per l’Alleanza e “continuano a fare investimenti” per la difesa dell’Europa mentre “vediamo che i Paesi europei si tirano indietro”. Non ha voluto elaborare la minaccia di Mattis, lasciando che fosse il segretario dell’Alleanza Jens Stoltenberg a definire “incontrovertibile” e “assoluto” l’impegno degli Usa al rispetto dell’art.5 per la difesa collettiva. In compenso non ha mancato di sottolineare che Trump ha “sollevato la questione davanti al popolo americano e francamente ha avuto un grande sostegno”. Quindi, se da una parte non si può dire quale sarà l’atteggiamento degli Usa in un futuro ipotetico, dall’altra “so che la pazienza del popolo americano non durerà per sempre”. Donald Tusk non ha nascosto che ci fosse ansia in Europa dopo l’elezione di Trump. “Avevamo davvero bisogno di questo incontro” ha sottolineato facendo riferimento “alle troppe cose successe negli ultimi mesi” e alle “opinioni” espresse, che non hanno più permesso agli europei di “continuare a pensare che le relazioni continuassero ad essere come erano”. Ha però poi definito “promettenti” le parole sentite da Pence sul futuro della Ue, sulla sicurezza e sui rapporti internazionali (in cui il vicepresidente ha ribadito che Washington continuerà a considerare la Russia “responsabile” della violazione territoriale dell’Ucraina “anche se tro- veremo nuovo terreno comune” con Mosca). Ha chiesto rassicurazioni sui tre punti e “mi sono sentito rispondere con tre ‘yes’”, ha detto il polacco. E Pence ha confermato: “Qualsiasi siano le nostre differenze, i nostri due continenti condividono la stessa eredità, gli stessi valori e soprattutto gli stessi obiettivi: promuovere la pace e la prosperità attraverso la libertà, la democrazia e lo stato di diritto”. Ma quando gli è stato chiesto se Trump sta difendendo la libertà di stampa, la risposta non è suonata altrettanto convincente: “Potete essere sicuri che il presidente ed io sosteniamo una stampa libera ed indipendente. Ma potete aspettarvi che il presidente e tutti noi chiederemo conto ai media quando giocano con i fatti”. Con una postilla: “Vi assicuro che quando i media sbagliano il presidente Trump difenderà la sua posizione direttamente con il popolo per correggere il tiro”