La politica è nel caos totale



MOLESTIE/SUICIDA UN DEPUTATO DEL KENTUCKY. FARENTHOLD NON SI RICANDIDERÀ

NEW YORK. Lo scandalo delle molestie sessuali travolge la politica americana, minacciando anche la Casa Bianca per le rinnovate accuse nei confronti del presidente Donald Trump. Ma continua a fare 'vittime' anche nel mondo dello spettacolo, con la campagna di denuncia #metoo che sui social media sembra inarrestabile, con decine di denunce di abusi ogni giorno: l'ultimo a finire nella bufera è il produttore discografico Russell Simmons, icona del mondo dell'hip hop, contro cui puntano il dito tre donne. Intanto si registra il primo suicidio 'eccellente' sull'onda del 'sexgate'. Nonha retto alla pesanti accuse infatti Dan Johnson, deputato repubblicano che sedeva nell'Assemblea parlamentare dello Stato del Kentucky: si è ucciso con un colpo di pistola dopo aver ne- gato fino all'ultimo la storia secondo cui avrebbe stuprato una minore di 17 anni nel 2013. Il fatto che gli investigatori non avessero finora avanzato alcun capo di accusa nei suoi confronti non è bastato ad evitare il gesto estremo. "E' stato vittima di un linciaggio mediatico fondato su notizie assolutamente false", ha accusato la moglie Rebecca, che ha annunciato di volersi candidare alle prossime elezioni per conquistare il seggio che era del marito. Al Congresso intanto scoppia un altro caso, quello del membro repubblicano della Camera dei rappresentanti Blake Farenthold che ha deciso di non ricandidarsi alle elezioni di metà mandato nel novembre del 2018, dopo essere finito sotto inchiesta in Congresso per le accuse di molestie di una donna del suo staff. Del resto da settimane Capitol Hill ha annunciato il pugno duro nei confronti di ogni persona - che sia un parlamentare, un assistente o un dipendente - coinvolta in episodi a sfondo sessuale o sessista. La nuova parola d'ordine è 'tolleranza zero'. Ma sono in molti a denunciare il fat- to che proprio il presidente resti immune da questa stretta generalizzata, nonostante il disagio anche di molti dei suoi collaboratori nell'amministrazione: vedi le parole dell'ambasciatrice all'Onu Nikki Haley, secondo cui le donne che accusano Trump andrebbero ascoltate come tutte le altre. E intanto sempre sui social media nasce una nuova campagna, quella chiamata #himtoo, con la quale si chiede che anche il tycoon risponda delle accuse di molestie che gli vengono rivolte. E al coro dei dem in Congresso che chiedono le dimissioni del presidente si unisce anche il senatore Bernie Sanders, ex candidato alla Casa Bianca.


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