La Polonia esce dal coro



BRUXELLES. L’Unione europea in quattro giorni prima celebrerà i 60 anni, poi affronterà il divorzio da Londra. Sabato prossimo i 27 disegneranno il futuro per i prossimi dieci anni dell’Europa senza la Gran Bretagna. Futuro che dovrà essere ancora fondato sull’unità pena “l’emarginazione dalle dinamiche globali”, come è scritto nella bozza della Dichiarazione di Roma analizzata ieri dagli ‘sherpa’ dei governi riuniti a Bruxelles. Ma a cinque giorni dal- l’appuntamento di Roma è ancora una volta la Polonia ad uscire dal coro.

Jaroslaw Kaczynski, leader del partito populista al governo ‘Diritto e Giustizia’ (Pis), in un’intervista ad un settimanale polacco ha ribadito che il governo di Beata Szydlo si opporrà al progetto di un’Europa a più velocità lanciato due settimane fa da Francia, Germania, Italia e Spagna a Versailles.

Varsavia, battuta 27-1 nello scontro per la rielezione di Tusk, apparentemente continua ad andare per la sua strada incurante di non avere avuto alcun appoggio al summit, né dalla Gran Bretagna né dagli altri tre paesi-amici del Gruppo di Visegrad. Ma secondo Kaczynski la Polonia deve “difendere i propri interessi in modo deciso”. Una posizione che potrebbe gettare un’ombra sul vertice di Roma se non apparisse essenzialmente diretta al mercato dell’opinione pubblica interna. Tanto che il rappresentante polacco nella riunione di ieri ha confermato che anche Szydlo firmerà la Dichiarazione di Roma.

Il testo conferma la formula che prevede di “agire insieme ogniqualvolta possibile, a ritmi e intensità diversi dove necessario, come fatto in passato nell’ambito del quadro del Trattato”.

Intanto da Londra è stato annunciato che la notifica della richiesta di divorzio, ovvero la lettera di Theresa May che ufficializzerà la richiesta del governo britannico di attivare l’art.50 per l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, sarà inviata il 29 marzo.

Non rovinerà le celebrazioni, ha osservato Angela Merkel, consapevole che l’Unione europea è “pronta a cominciare il negoziato”, come è tornato a sottolineare il portavoce della Commissione Ue mentre il (confermato) presidente del Consiglio europeo Donald Tusk dal canto suo ha ribadito che “entro 48 ore” dal ricevimento della lettera britannica potrà presentare ai 27 le “linee guida” e convocare il vertice straordinario che formalizzerà il mandato negoziale per Michel Barnier. Fosse arri- vata entro la metà di marzo, il vertice si sarebbe potuto tenere il 6 aprile.

Invece slitterà a fine aprile o ai primi di maggio, cercando di non interferire con leelezioni francesi - quelle sì decisive per il futuro della Ue - che avranno il primo turno il 23 aprile ed il ballottaggio il 7 maggio. Comunque la Ue si prepara da mesi alla Brexit. Ieri ad esempio Barnier ha tenuto il quarto seminario per gli ‘sherpa’, centrato sulla questione dei controlli e delle procedure doganali. Nell’agenda delle celebrazioni sono decine gli eventi, tra i quali spiccano il 24 l’udienza privata di Papa Francesco con i leader europei. Che, dopo la cerimonia al Campidoglio, il 25 saranno anche ospiti a pranzo del presidente Mattarella al Quirinale. E nel pomeriggio i federalisti daranno vita ad una ‘Marcia per l’Europa’. Ma il rilancio della Ue per ora suscita veri appetiti solo per un pilastro: l’integrazione dell’industria europea della Difesa. E con pragmatismo tutto scandinavo, il governo finlandese ha già osservato che per il futuro della Ue “è necessario trovare un appropriato equilibrio tra ambizione e realismo”.