“La ripresa sarà complicata”

ECONOMIA/VISCO PARLA DI UN CAMBIAMENTO “FORTISSIMO” E DI UNA RISTRUTTURAZIONE “AMPIA”



di Silvia Gasparetto

TRENTO. Il mondo dopo la pandemia non sarà più lo stesso, le imprese dovranno ristrutturarsi e lo Stato dovrà rivedere il suo ruolo per essere pronto a guidare la transizione post-Covid. Anche per dare protezione a chi, in questa fase, perderà il lavoro. A tratteggiare il ruolo dello “Stato responsabile” è il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, nel suo intervento nella giornata di chiusura del Festival dell’Economia di Trento. “La ripresa sarà complicata”, dice Visco. Nei prossimi mesi, quando verrà meno anche il blocco dei licenziamenti, il cambiamento sarà “fortissimo” e ci sarà “una ristrutturazione ampia”. Lasciarla nelle sole mani del mercato, può creare “molti rischi” e per questo andrà invece “guidata” senza però “sostituirsi al mondo produttivo”, favorendo piuttosto il dialogo tra le parti sociali, “tra imprese e lavoro”. Non è più, insomma, l’epoca dell’Iri, dello “Stato produttore”, ma quella dello Stato che oltre a “regolatore” e “facilitatore” deve anche essere “responsabile”, per garantire che non ci siano “traumi” nella transizione che sarà accelerata non solo dal superamento della crisi Covid ma anche grazie al Recovery Plan. Un piano che andrà ben spiegato e che può far ritrovare ai cittadini “fiducia” nelle istituzioni, soprattutto se saprà darsi come primo e immediato obiettivo quello di aumentare la partecipazione dei più giovani al mondo del lavoro attraverso una spinta alla formazione e all’acquisizione di nuove competenze. Intanto, sul fronte europeo,dice il governatore, bisognerà rivedere il patto di stabilità prima della fine della sospensione e trovare una visione “armonica e di lungo periodo tra i Paesi” me sarà necessario “stare molto attenti ai rischi di inflazione”. Intanto l’ultimo anno, spiega Visco, ha dimostrato come sia necessario un sistema “evoluto” di ammortizzatori sociali: ora è “troppo frammentato” e si preannuncia un periodo in cui, nel riequilibrio tra domanda e offerta, ci saranno anche imprese che non sopravvivranno perché non saranno più competitive, con conseguenze sull’occupazione. “Coloro che perderanno il lavoro - dice - dovranno essere protetti da una cassa di integrazione straordinaria che deve essere considerata in una riforma degli ammortizzatori sociali”. E proprio la riforma è quella che chiede al più presto anche il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti, spiegando che il blocco dei licenziamenti è stato e deve rimanere una “misura eccezionale”. Si potrà semmai rivederlo “settore per settore” ma collegandolo appunto alla riforma del sistema delle tutele, in particolare per quei comparti, come “il tessile” che avranno una “uscita più lenta dalla crisi”. Lo Stato comunque, ricorda il ministro, ha preparato vari strumenti per sostenere le imprese nella transizione, che però andranno accompagnati sempre dalla “presenza di un socio privato”, con l’idea di interventi a tempo e uscita “a turbolenza passata”. Discorso a parte per l’ex Ilva (l’acciaio è “strategico”), per il quale il piano “ce lo abbiamo già in testa” ma è appeso alla sentenza del Consiglio di Stato che “aspettiamo con impazienza” per la “metà di giugno”, e per Alitalia. Anche nel caso della ex compagnia di bandiera ci saranno “mesi complicati”,”dolorosi” anche dal punto di vista occupazionale, e serviranno sinergie con un partner internazionale, senza “fare concorrenza alle low cost”. Lo Stato intanto, anche grazie al Recovery Plan, si sta attrezzando e spinge su servizi digitali e banda larga: ora “il 95% dei server” pubblici non è sicuro, spiega il ministro Vittorio Colao, e per questo si punta sul cloud nazionale per il quale “entro giugno aspettiamo le proposte da parte delle imprese. Mentre entro fine anno ci saranno le gare per portare la connessione veloce. E sulla rete unica taglia corto: “Noi dobbiamo garantire l’interesse dei cittadini non di specifiche imprese”