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La rivoluzione di ALLEGRI



TORINO. Come un artista, Allegri modella e rimodella la Juventus che vuole portare sul tetto d’Europa oltre che confermarla sul trono italiano. E che prepara per la nuova rivincita contro il Milan, domani sera nei quarti di Cop- pa Italia.

La svolta spregiudicata contro la Lazio schierando un inedito 4-2-3-1 con tutti gli at- taccanti in campo ad esclusione di Pjaca, ha lasciato di stucco avversari, tifosi e addetti ai lavori. Un’evoluzione che parte da lontano, puntando sulla gradualità del processo, senza strappi.

All’inizio di questa stagione Allegri ha riproposto il 3-5-2, l’usato garantito, il modulo che tante soddisfazioni ha portato in corso Galileo Ferraris: sufficiente per vincere in Italia, non abbastanza per esprimere tutto il potenziale in Europa. A fine settembre le prime modifiche allo spartito tattico, prima a Paler- mo, quando l’infortunio di Rugani costrinse a un 4-3-3 ancora inedito, quindi tre giorni dopo in Champions League, quando si videro per la prima volta Dybala, Higuain e Mandzukic in campo insieme, seppure per scampoli di partita.

E si potrebbe vedere una Juventus ancora più offensiva, se Allegri deciderà di mettere Pjaca, sul quale da sempre punta molto, al posto di Mandzukic nel 4-2-3-1.

Nel frattempo, la Juventus sta preparando il nuovo contratto per Dybala, tornato al gol in azione anche in campionato. Serve tempo per cambiare pelle, quello che ha sempre ricordato Allegri, tanto che dopo la sosta per la Nazionale ad ottobre i bianconeri tornarono in campo contro l’Udinese con un nuovo 4-4- 2, causa le assenze di Chiellini e Pjanic: vittoria risicata e ritorno al 3-5-2.

I problemi fisici di Chiellini, Barzagli e Bonucci e le difficoltà di Pjanic ad integrarsi da interno di centrocampo sono state la forza propulsiva per completare la transizione. La partita con il Siviglia, affrontata in emergenza con il tridente Alex Sandro-Cuadrado-Mandzukic, è stata la linea di confine: da quel 22 novembre la difesa a 4 è diventata l’ordinario, mentre il 3-5-2 è stato accantonato tranne nel- le sconfitte con Genoa, Fiorentina e nella vit- toria ininfluente in Champions contro la Dinamo Zagabria.

Con Pjanic libero di galleggiare dietro le punte e sfruttando la versatilità di calciatori come Cuadrado, Mandzukic, Alex Sandro e Lichtsteiner, Allegri ha giocato con i moduli fino all’”esagerazione” tattica di domenica pomeriggio quando, complice l’assenza di Marchisio, “l’idea strampalata” è diventata realtà. Khedira e Pjanic davanti alla difesa a quattro, Mandzukic e Cuadrado sulle fasce, Dybala a supporto di Higuain. Quattro attaccanti di ruo- lo più Pjanic, squadra corta e muscolare, in- granaggi perfetti e Lazio annichilita in pocopiù di 10 minuti di gioco. “Siamo stati bravi a sfruttare tutta l’ampiezza del campo”, è stato il commento a fine partita di Allegri. L’ampiezza della rosa era già stata sfruttata a dovere in precedenza. Un’altra Juventus ancora, pro- babilmente, si vedrà domani contro il Milan. Intanto, la Juve è ripartita e se la ride delle ironie e polemiche di giornata che scorrono sui social per l’abbraccio di Buffon a fine par- tita a Tagliavento, arbitro di porta. RUGANI - “Il passo falso di Firenze ci ha fatto bene, lo abbiamo dimostrato con la Lazio. E ora siamo pronti alla rivincita contro il Milan: le due sconfitte con i rossoneri, in cam- pionato e in Supercoppa, ci hanno lasciato l’amaro in bocca, vogliamo assolutamente vincere”. Così Daniele Rugani, che contro i rossoneri dovrebbe giocare dall’inizio, a Jtv, il canale tv bianconero. “Entriamo - ha detto il difensore bianconero - nella fase cruciale del- la stagione, dobbiamo dimostrare di essere solidi, per continuare a crescere e migliorare. Roma e Napoli sono pericolose, specie i giallorossi che hanno trovato una grande solidità difensiva”. “Sappiamo - ha aggiunto Rugani - di dovere crescere, anche tecnicamente, per arrivare in fondo alla Champions: il segreto sta nel mettersi sempre in discussione ed essere a disposizione, poi i risultati arrivano”.


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