La Russia usa le basi in Iran 


ISIS/ASSE MOSCA-TEHERAN SULLA SIRIA, MENTRE SULL’INTESA SU ALEPPO WASHINGTON FRENA


BEIRUT. Si rafforza l'asse strategico tra Iran e Russia nella guerra in Siria, con Teheran che, con una decisione senza precedenti dal- la rivoluzione del 1979, ha concesso ieri l'uso di una sua base ai bombardieri di Mosca per i raid sul territorio siriano. L'annuncio è stato fatto dai due governi quasi simultaneamen- te, mentre cominciavano i bombardamenti su tre province siriane: Deyr az Zor, Idlib eAlep- po. Gli obiettivi presi di mira, ha detto il mini- stero della Difesa russo, erano postazioni dell'Isis e del Fronte al Nusra, che recente- mente ha cambiato il suo nome in 'Fath al Sham', dichiarando di essersi separato da al Qaeda. Tuttavia un responsabile americano che ha voluto mantenere l'anonimato ha det- to all'agenzia Ap che i bombardieri hanno poi fatto ritorno in Russia, e quindi non si può parlare di un dispiegamento stabile dell'avia- zione di Mosca nella Repubblica islamica.

Da parte sua, il colonnello Christopher Garver, portavoce militare Usa a Baghdad, ha sottolineato che i russi hanno avvisato la coalizione internazionale a guida americana prima che cominciasse l'operazione, al fine di evitare incidenti con aerei statunitensi sui cieli iracheni e siriani. Non è chiaro se siano stati aerei russi o siriani a compiere anche ieri raid sui quartieri diAleppo nelle mani degli insor- ti, compreso proprio Fath al Sham, con un bilancio che secondo l'Osservatorio nazio- nale per i diritti umani in Siria (Ondus) è di almeno 20 civili uccisi. La stessa organizza- zione parla di altri 9 civili morti nei bombarda- menti nella provincia di Deyr az Zor e tre bam- bini uccisi in quella di Idlib.

La notizia dell'uso di una base nei pressi di Hamadan, nell'ovest dell'Iran, da parte dei bombardieri russi Tupolev Tu-22 e Sukhoi Su-34 è venuta dopo che, lunedì, il ministro della Difesa di Mosca Serghiei Shoigu, ave- va parlato di un’intesa vicina con gli Usa per fare cessare i combattimenti ad Aleppo. Ma

le reazioni americane sono state fredde. La portavoce del Dipartimento di Stato Elizabeth Trudeau ha sottolineato che al momento "non c'è niente da annunciare". Mentre in serata si sono parlati al telefono i capi delle diplomazie Serghiei Lavrov e John Kerry.

La Turchia intanto non nasconde il ner- vosismo per l'avvicinarsi alla sua frontiera della coalizione a predominanza curda che nei giorni scorsi ha strappato all'Isis la città di Manbij, nel nord della Siria, con il sostegno degli Usa. Il ministro degli Esteri Mevlut Ca- vusoglu ha affermato che Washington, in cambio dell'assenso di Ankara all'offensiva, aveva promesso che dopo la presa della città le milizie curde si sarebbero ritirate a est del- l'Eufrate, lasciando il controllo di Manbij alle forze arabe della coalizione. Cavusoglu ha quindi chiesto agli Stati Uniti di far arretrare i

miliziani curdi dell'Ypg, alleati dei separatisti curdi del Pkk, che sia gli Usa sia la Ue consi- derano terroristi. Per quanto riguarda i bom- bardieri russi, l'ammiraglio russo Vladimir Komoedov, che presiede la commissione Difesa del Parlamento, ha detto che la deci- sione è stata presa perché la minore distanza tra l'Iran e la Siria consente notevoli risparmi anche economici rispetto all'impiego fatto fi- nora delle basi nel sud della Russia. Ma la decisione potrebbe significare un'intensifi- cazione dei bombardamenti in Siria.

Intanto ieri Human Rights Watch ha ac- cusato le forze siriane e russe di aver usato almeno 18 volte nelle ultime sei settimane or- digni incendiari, che provocano ustioni e fe- rite strazianti, in violazione delle leggi inter- nazionali. Tra questi vi sono attacchi avv


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