La “sceneggiata:” di Lotito



ANTISEMITISMO/DEPONE FIORI ALLA SINAGOGA CHE PERÒ FINISCONO NEL TEVERE

ROMA. Dopo la vergogna degli adesivi di Anna Frank all’Olimpico e le polemiche sull’antisemitismo, è bufera senza fine. Nel giorno in cui il ministro Lotti risponde alle preoccupazioni espresse da Israele, a tenere banco sono prima le frasi di Lotito sulla “sceneggiata” pubblicate stamani dal Messaggero e poi un’escalation di tensione che passa anche per la rimozione di una corona di fiori portati alla Sinagoga di Roma. Martedì Lotito aveva deposto fiori sotto la lapide per i deportati e la comunità ebraica romana era rimasta fredda, e all’indomani del gesto il Messaggero in esclusiva scrive di un Lotito che la sera prima in aereo avrebbe detto, tra l’altro, ‘famo ‘sta sceneggiata’. “Non ho mai detto quella frase”, precisa il presidente della Lazio, alla trasmissione tv ‘Agorà’ e all’Ansa. A sostegno della tesi del presidente biancoceleste, le parole del parlamentare Pd Dario Ginefra, vicino di posto sull’aereo di lunedì da Milano a Roma: ‘Lotito - racconta all’Ansa Ginefra - all’atterraggio cercava disperatamente un contatto col rabbino capo di Roma. Per idee politiche è quanto di più distante da me, non ho motivo di prendere le sue parti. Mi può essere sfuggita mezza parola, ma era evidente che cercava di trovare immediata risposta all’idiozia di una piccola parte della tifoseria. Francamente da parte sua non pareva ci fosse voglia di banalizzare il gesto”. All’ora di pranzo emerge che i fiori deposti martedì non ci sono più: qualcuno li ha gettati nel Tevere, gli animi si sono ulteriormente esacerbati. Il Messaggero mette on line l’audio di Lotito: il presidente Lazio domanda se il vice rabbino o il rabbino saranno presenti in Sinagoga. “Solo il rabbino c’è?”, chiede al suo interlocutore che probabilmente gli risponde che il rabbino è a New York. “Il rabbino e il vice rabbino a New York? Non valgono un c... questi’, incalza il presidente della Lazio. “Capito come stamo...”. E conclude: ‘Famo sta sceneggiata, te ne rendi conto?”. La polemica deflagra. “Un rappresentante di una società di calcio che si esprime nel modo in cui abbiamo sentito esprimersi alcuni di loro in questi giorni, e non voglio personalizzare, mi fa inorridire”, dice Ruth Dureghello, capo della comunita’ ebraica romana, dalla quale emerge che i fiori sono stati gettati nel Tevere per opera di alcuni ragazzi offesi dalle parole di Lotito. In serata a Bologna, senza gli Irriducibili che hanno rinunciato alla trasferta, la Lazio rende omaggio alla memoria Anna Frank con una maglia indossata nel riscaldamento. Ma i pochi sostenitori al seguito entrano allo stadio cantando ‘me ne frego’. La procura Figc ha chiesto al pm di Roma atti per accelerare la sua inchiestache si dovrebbe chiudere in tempi brevi. Intanto Lotti risponde al ministro di Israele Miri Regev che si era detto scioccato: “L’Italia assicura il massimo impegno per combattere ogni rigurgito di antisemitismo”. E interviene anche il capo della polizia, Gabrielli, con parole che lasciano intuire tolleranza zero: “L’ironia sulla Shoah è vomitevole”.


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