La sfida da Champions

CaorpsartCithaa/mAp4iognios/rnate dalla fine in gioco anche il futuro di Donnarumma e Ronaldo



TORINO. Sarà come Juve- Napoli di un mese fa, anche se questo Juve-Milan varrà molto di più: dopo il triplice fischio di domani sera allo Stadium, infatti, mancheranno soltanto 270 minuti al termine della volata Champions. Il margine di errore si riduce al minimo, i bianconeri e Andrea Pirlo non possono sbagliare questo nuovo spareggio d’alta quota. E servirà molto di più rispetto a quanto offerto a Udine, dove Ronaldo e compagni sono riusciti a ribaltarla ma senza brillare e senza convincere. Dalle parti della Continassa, però, si vive in serenità: “Abbiamo lavorato molto bene e siamo tranquilli”, spiega Dejan Kulusevski, sul clima che si respira nello spogliatoio. E anche Pirlo, nonostante le continue voci di un cambio di allenatore che dal profilo di Massimiliano Allegri si stanno spostando su quello di Zinedine Zidane, mantiene il suo aplomb: “Lo vedo come sempre, è una persona molto tranquilla” dice lo svedese a proposito del tecnico. Al massimo, a creare qualche apprensione, è il connazionale del classe 2000. Ibrahimovic: “Lo stimo molto e gli voglio bene - svela Kulusevski - ma spero che domenica sera non faccia una prestazione delle sue”. Al primo anno di Juve Kulusevski ha realizzato sei gol e confezionato quattro assist, ma in campionato nel 2021 ha trovato soltanto una rete: “Sapevo che non sarebbe stato facile, meglio che non sia stato tutto rose e fiori perché altrimenti non sarebbe stato divertente - scherza - ma di sicuro non ho nessun tipo di rimpianto: in alcune partite ho fatto bene e in altre meno, ciò che non è mai cambiata è la fame che ho”. Per domani cerca un posto da titolare che gli manca dall’11 aprile scorso, ma in questo momento parte dietro a Cuadrado e a Chiesa, pronto a tornare dopo i forfait contro Parma, Fiorentina e Udinese. Per affiancare Ronaldo, Morata è in vantaggio su Dybala, mentre in difesa potrebbe spuntarla Chielli- ni su Bonucci per far coppia insieme a De Ligt.IN SOSPESO - Uno spareggio Champions che vale il destino del Milan e quello di Gigio Donnarumma: Juve-Milan è un intreccio di storie, rumors e trattative. Al centro di tutto, i guantoni del portiere rossonero che in novanta minuti si giocherà il futuro. Di fronte avrà la Juventus avversaria diretta nella serratissima corsa ad un posto nell’Europa che conta e che lo corteggia tramite il suo agente Mino Raiola. Dietro di lui, la porta del Milan con cui manca un accordo per il rinnovo. Per il prolungamento molto dipenderà dal piazzamento a fine anno della squadra di Stefano Pioli. Difficile pensare che Donnarumma resti anche senza la Champions. Pensieri che non lo devono distrarre, in una sfida decisiva per gli equilibri della classifica. Sarà regolarmente in campo perché così decide la società, come ha ribadito il dt Paolo Maldini, mentre gli ultrà chi devano una presa di posizione contrattuale da parte del giocatore prima del match. Tutto rimandato, invece. Le trattative riprenderanno a fine campionato. Ora la testa è solo alla Champions. Ma una prestazione non all’altezza del portiere rossonero accenderebbe illazioni e dubbi tra i tifosi, già in tensione per un suo possibile addio a scadenza. Una grande prova, un contributo netto alla vittoria fermando CR7, invece, calmerebbe le acque anche tra i supporter. Non sarà facile. Ronaldo vuole vincere il duello con Ibrahimovic, campioni che hanno scritto la storia e vogliono ancora far parlare di sé. Il Milan, per la volata finale, si affida allo svedese fresco di rinnovo per un’altra stagione. Contro il Benevento non è andato in gol ma la sua presenza in campo ha fatto comunque la differenza. Contro la Juve, una sua ex, vorrà dimostrare di essere ancora decisivo, soprattutto nel confronto diretto con CR7. Un duello tra campioni, una sfida nella sfida che promette scintille.