La sfida/San Paolo: sfida fra le inseguitrici della Juve, ma per Sarri “non è decisiva”



NAPOLI. Tocca a Gabbiadini. Con Milik fermo ai box dopo l’intervento di ricostruzione del legamento crociato del ginocchio sinistro, sulle spalle dell’ex sampdoriano ricade il peso e la responsabilità dell’attacco del Napoli. E oggi arriva al San Paolo la Roma, l’avversario forse più difficile da affrontare, in uno scontro che viene presentato come lo spareggio per designare il potenziale avversario della Juventus in campionato.

In questo momento i giallorossi per il Napoli sono l’avversario peggiore, anche perché lo scontro arriva nel turno successivo alla inaspettata sconfitta subita a Bergamo con l’Atalanta. L’ambiente a Castel Volturno è comunque disteso e tranquillo. La conferenza stampa della vigilia non vede protagonista solo Maurizio Sarri, ma è allargata anche al presidente De Laurentiis ed ai responsabili dell’azienda del turismo della val di Sole, in Trentino, che presentano l’iniziativa Natale Azzurro, una serie di facilitazioni per i tifosi del Napoli che decideranno di trascorrere in Trentino le vacanze di Natale.

“Non credo che dall’esito di Napoli- Roma - dice Sarri - possa dipendere quale sarà la prima avversaria della Juventus in questo campionato. All’ottava giornata è prematuro dire di una partita che può proiettare o no in certe posizioni di classifica, con trenta giornate ancora da giocare. La partita di domani è importante per noi per- ché veniamo da una brutta prestazione e la squadra deve subito reagire. È una gara difficile perché la Roma ha un potenziale offensivo ed allenatore di grandissimo livello. Noi dobbiamo crescere assolutamente. Quando la gara non prende i binari a noi più congeniali dobbiamo imparare a gestirla meglio”.

Sulla formazione Sarri è sempre riservato, ma Gabbiadini ci sarà di sicuro. “Dopo l’infortunio di Milik - spiega l’alle- natore - a Manolo non ho detto nulla di particolare perché non è cambiato niente. Ha già fatto tre partite da titolare ed ora bisogna trovargli anche un’alternativa, perché non può certo giocare ogni tre giorni, che potrà essere diversa a seconda del tipo di partita. Conto squadre chiuse, può fare meglio Mertens che ha maggiori capacità negli spazi stretti. Contro squadre che cercano di alzare la linea difensiva può far bene anche Callejon”.

Sarri è carico e pronto a dare il massimo. Anzi ne approfitta per chiarire il suo pensiero sull’investitura della Juventus quale dominatrice del campionato che tan- te polemiche aveva provocato dopo la

sconfitta di Bergamo. “Io non mi arrendo mai e far passare le parole che ho detto sulla Juventus dopo la sconfitta con l’Atalanta come una resa mi ha fatto girare le scatole. Ho sempre detto e lo ribadisco che la Juventus in Italia è come Il Bayern, il Psg, il Real Madrid nei rispettivi Paesi. Perché questa frase è stata interpretata in maniera diversa?”. Insomma con la Juventus in un modo o nell’altro c’è sempre da confrontarsi.

Ma Sarri è d’accordo con Allegri quando il tecnico della Juve auspica che il mercato si chiuda a luglio. “La riforma ipotizzata da Allegri - dice il tecnico - è quello che sognano tutti gli allenatori, cioè di andare in ritiro e la squadra è fatta. La penso come lui”.

De Laurentiis approfitta della conferenza stampa congiunta con Sarri per fare definitivamente pace con il tecnico, dopo il duro botta e risposta dalla Cina, all’indomani della partita con il Genoa, quando l’allena-

tore auspicò che sugli arbitri fosse la società a parlare e non lui. “Ho solo fatto quella precisazione - spiega De Laurentiis - perché la gente può anche male interpre- tare certe dichiarazioni. Ho semplicemente detto che non perdo più tempo a parlare ancora degli arbitri. D’altro canto ci ba- sta la vittoria che abbiamo avuto con la moviola in campo. E fra tre anni avremo una lunga schermatura che farà vedere sul campo quello che è accaduto”. Il pre- sidente difende anche Sarri sulla questione-Juventus e le dichiarazioni del dopo Bergamo.

“È una grandissima stupidaggine - dice - quella che i giornali hanno riportato dopo la partita con l’Atalanta. Il senso delle parole di Sarri deve essere interpretato. Mi dicono che ho le visioni speriamo che si avverino, speriamo che lo scudetto lo vinciamo prima che passino dieci anni. La Juve ha 380 milioni di fatturato? Datene 100 a me e vediamo che cosa cambia’”.