La Spagna con 11 riserve

EUROPEI, COVID/EXTRA CONVOCAZIONI DI ENRIQUE, MA NON PER LA SVEZIA



ROMA. Già prima del fischio d’inizio l’Europeo di calcio sta vivendo la sua prima allerta sanitaria con quattro casi positivi al Covid-19, due nella Spagna, due nella Svezia, avversari lunedì prossimo, facendo temere lo scoppio di focolai epidemici. E dopo le positività di Sergio Busquets e Diego Llorente e le conseguenti polemiche, ieri il Ministero della Sanità spagnolo ha dato l’ok alla vaccinazione di giocatori e staff delle Furie Rosse. Oltre a Busquets e Llorente sono risultati positivi anche gli svedesi Dejan Kulusevski e Mattias Svanberg. “Possono sorgere altri casi positivi ed è probabile che ciò accada”, ha avvertito il presidente della Federazione spagnola (RFEF) Luis Rubiales. Nel frattempo Luis Enrique ha convocato altri 11 giocatori (quelli che martedì hanno affrontato in amichevole la Lituania, con l’Under 21) che si sono aggiunti ai sei convocati dopo la positività di Busquets, formando una nazionale “parallela” in tanto di ‘bolla’. La ‘Roja’ ha adottato drastiche misure di isolamento, costringendo i suoi giocatori ad allenarsi da soli fino alla fine del presunto periodo di incubazione. I media spagnoli temono il peggio: secondo radio Cadena Cope, i 24 giocatori spagnoli, tra cui Busquets e Llorente, domenica scorsa hanno preso parte a un pranzo vicino a Madrid in occasione del loro giorno di riposo. Secondo il regolamento UEFA, Luis Enrique ha ancora pochi giorni per apportare modifiche alla sua squadra. Fino a 48 ore prima della prima partita del torneo, un allenatore può sostituire liberamente un giocatore in caso di “infortunio o malattia grave”, certificato medico, e i casi di Covid-19 o di contatto sono uno di questi. Per la Spagna, il termine scade alle 21 di sabato prossimo. Il tecnico svedese Janne Andersson ha invece annunciato di non avere intenzione di cambiare la sua rosa per il torneo: spera nel recupero di Kulusevski già per la seconda partita del torneo, il 18 giugno contro la Slovacchia. Già orfana di Ibrahimovic, la Svezia si ritrova comunque indebolita ancor prima di cominciare. In una nota ufficiale, la Federcalcio ha annunciato misure d’emergenza par la nazionale per contenere il contagio. Tra quelle decise vi sono l’effettuazione di test rapidi giornalieri, l’aumento dei test PCR, sedute di allenamento in gruppi più piccoli e in spazi più grandi, contatti limitati e solo all’aperto, se possibile. Intanto fa polemica un video che ritrae Kulusevski alla festa di compleanno della sorella lo scorso 30 maggio. “Non è stata una buona idea - ha commentato il ct svedese Andersson - L’atteggiamento di base di Dejan è che ha avuto il corona, e non era preoccupato, si sentiva immune”, alludendo ad una precedente positività del calciatore che però non risulta nè al Parma, né alla Juventus, alimentando così anche una sorta di giallo. In ambasce anche il Portogallo che venerdì scorso ha affrontato la Spagna in amichevole. L’immagine di Busquets che abbraccia Cristiano Ronaldo prima della partita ha alimentato i timori di contagio. I portoghesi hanno almeno il ‘vantaggio’ di essere stati vaccinati nella loro maggioranza, ad eccezione dei giocatori risultati positivi al coronavirus meno di sei mesi fa. E i test condotti lunedì sono stati tutti negativi.