La Spal si tiene stretta la A



SERIE A/GLI ESTENSI STRAPAZZANO LA SAMP E RESTANO NEL “CALCIO DEI GRANDI”

Tornata in A dopo 49 anni, la Spal resta attaccata alla massima serie e festeggia, nell’ultima giornata, la permanenza nel calcio che conta. Lo fa - trascinata da una città ebbra di gioia - battendo la Sampdoria con due zampate di Antenucci, all’undicesimo gol in stagione, e una di Grassi portandosi via i tre punti e la salvezza senza dover dipendere da calcoli più o meno astrusi, differenze reti o il risultato del Crotone sul campo del Napoli, l’avversario su cui, più di ogni altro, doveva fare la corsa per regalarsi il Paradiso. Le cui porte ‘celestiali’ si schiudono, per il club della famiglia Colombarini e del presidente Mattioli, dopo una manciata di minuti quando Caprari - che per questo si becca pure un’ammonizione - mette la manina su un tiro di Viviani dal limite dell’area. Di Bello fischia il rigore: l’attesa, interminabile, per la decisione della Var rosicchia le coronarie dei 15.000 stretti stretti dentro il ‘Mazza’ che poi esplodono nell’urlo più liberatorio che ci sia accompagnando in rete la palla calciata con precisione daAntenucci nell’angolino basso dove Belec non può arrivare. Passata in vantaggio la ‘Semplici-band’ - che per l’ultima recita dell’anno ha disegnato un 3-5-2 con Paloschi-Antenucci davanti, Lazzari, Kurtic, Viviani, Grassi e Mattiello in mezzo e dietro Simic, Vicari e Felipe davanti a Gomis - non spinge affatto sull’acceleratore, si mette a ‘ragionare’ elascia spazio a una Sampdoria che a 54 punti in classifica ha poco da chiedere al torneo e al 32' resta addirittura in dieci per il secondo giallo di Caprari reo di un fallo con ‘piede a martello’ su Felipe nella zona centrale del campo. Così,con un uomo in più e un gol di vantaggio sfila decisamente in secondo piano il buon palleggio della Samp (che sfiora il pareggio con una conclusione di Praet) cui la Spal lascia campo concedendosi il ‘lusso’ di infilarsi in velocità negli spazi che i blucerchiati, in dieci, inevitabilmente sono costretti a regalare. Una condizione ideale per gli estensi che al culmine di una settimana infinita, vissuta sui nervi dopo la sconfitta di Torino con i granata, possono pure ‘bearsi’ per le notizie in arrivo dal San Paolo con il Crotone sotto di due gol - uno di Milik, l’altro di Callejon accolti dal boato sugli spalti - all’intervallo. Cui si aggiungono, in apertura di ripresa, il colpo di testa di Grassi e il diagonale felpato di Antenucci che fissa il triplo vantaggio e blinda in un ‘amen’ la Serie A. E fa niente il gol al volo di Kownacki che alleggerisce il passivo blucerchiato e il 4- 1 di Paloschi, cancellato dalla Var. Basta e avanza a scatenare la festa ferrarese per una salvezza conquistata con caparbietà e determinazione, meritata - e ora con l’arrivo del Parma, in aggiunta a Sassuolo e Bologna, sale a quattro il drappello emiliano in A - grazie a un girone di ritorno feroce condotto a passo di carica dopo una prima parte di stagione vissuta in sordina e lo ‘scotto’ di imparare come si gioca ‘al piano di sopra’. Quello che Ferrara continuerà a frequentare.


ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA