La storia dice Juventus


SFIDA-SCUDETTO/La Roma ha una tradizione perdente. Soprattutto il suo allenatore


ROMA. Tra la Juve e l’ennesima fuga scudetto precoce c’è solo la Roma e il confronto avvincente di oggi. Il gruppo di inseguitori un pò alla volta si è sfaldato, eliminando prima Napoli e poi Lazio e Milan i giallorossi sono rimasti a -4. Con una vittoria i giochi si riaprono, un pari lascia labili speranze, una sconfitta le chiude. Ecco perché per la Roma è la madre di tutte le sfide, per la Juve si tratta di rintuzzare le velleità avversarie e ribadire una superiorità sancita dagli ultimi cinque scudetti. Sarà il confronto tra due grandi goleador, Higuain e Dzeko, tra due sistemi di gioco diversi ma efficaci, con la Roma che sembra avere assorbito un pò di sano cinismo che ha reso grande la Juve. In panchina due toscani, gemelli diversi: Allegri pragmatico e duttile, Spalletti elettrico e maniacale, entrambi profes- sionisti affidabili. Se le sfide tra i due sono alla pari (due vittorie ciascuno ed un pareggio), quelle tra Spalletti e la Juve sono una via crucis. Il tecnico di Certaldo ha vinto solo in Coppa Italia e in amichevole mentre in campionato non c’è mai riuscito all’Udinese (1 pari e 4 ko) né alla Roma (2 pari e 6 ko), come con Empoli, Venezia e Sampdoria. Una sequenza difficile da interrompere visto che la Roma non vince a Torino da sei anni e si è imposta solo in tre delle ultime 22 gare. Tra le due grandi nemiche mai incontri banali: polemiche e ripicche non sono infatti mai mancate. Dai centimetri del famigerato gol annullato a Turone al 4-0 “e tutti a casa” di Totti, dal gol scudetto di Cuccureddu nella chiacchierata sfida del 1973 alla rimessa di Aldair“sporcata”dal guardalinee: tra bianconeri e giallorossi, è storia di rivalità e di veleni che hanno infiammato gli ultimi decenni. Botte e risposte memorabili hanno dato sapore anche alle contese del passato remoto. Si comincia con la Juve che infrange il tabù di campo Testaccio con un 2-3 nel 1930. Ma una tremenda vendetta si consuma l’anno dopo con un 5-0, che ispirerà il film di Mario Bonnard, con doppietta di Bernardini. Controreplica al fiele, un devastante 7-1 in casa nel 1932, maggiore score in 87 anni. La Roma assesta un 3-1 nel 1936 violando un campo imbattuto da quattro anni. Palla al centro e a randellare è la Juve: 2-0 nel 1942 a una Roma verso lo scudetto, poi prende a schiaffoni gli avversari nel 7-2 del 1950 con tris di Hansen. Vendetta nel 1958 con il 4-1 alla super Juve di Charles e Sivori. Passano 15 anni e la Roma nel 1973, grazie alla ‘fatal’Verona del Milan, regala l’insperato scudetto: il vecchio Altafini e un siluro di Cuccureddu fanno il resto. La Roma di Liedholm e Falcao si presenta agguerrita alla sfida scudetto il 10 maggio 1981: Turone segna di testa ma il gol viene annullato per un fuorigioco che fa discutere per decenni. Arriva Falcao, la Roma vince lo scudetto del 1983, la Juve lo ritarda imponendosi all’Olimpico 2-1. Tre anni dopo, la grande illusione: Juve rincorsa e abbattuta 3-0 poi raggiunta prima dell’harakiri con il retrocesso Lecce. Poi dopo un 5-0 nel 1990 con tris di Schillaci, nel ‘95 nuove scintille: un guardalinee urta Aldair mentre rimette il pallone in gioco, assist per Ravanelli che segna. La Roma si vendica vincendo lo scudetto 2001 anche con un 2-2 in rimonta (Nakata e Montella) a Torino, poi con Totti e Cassano infligge un poker nel 2004 col capitano che mima un gesto, 4-0 e tutti a casa, benzina sul fuoco per nuove polemiche moltiplicate dalla fuga di Capello alla Juve che incapperà in calciopoli, oltre ai veleni tra Moggi e Baldini, ai dispetti di mercato. Ma quel gesto porta male alla Roma che da allora raccoglie briciole. Pausa con successo esterno per 2-1 con gol di Riise, poi altri due ceffoni (4-0 e 4-1 a Torino) fino all’1-0 del febbraio 2013 firmato Totti. Ma da allora la Roma subisce. Il ko che pesa di più è il 3-2 2014: veleni come se piovessero per i tre gol juventini (secondo la Roma due rigori inesistenti e un eurogol di Bonucci con Vidal in fuorigioco). Dzeko firma il 2-1 dell’agosto 2015 con la Juve ultima a zero punti, prima della grande rimonta che porta allo scudetto anche con l’1-0 nel ritorno in una gara equilibrata decisa da una genialata di Dybala. Ora l’ennesima resa dei conti oggi tra due super team costruiti per vincere con la Juve favorita e la Roma pronta a misurare la consistenza dei suoi progressi.


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