La sua arte per i presidenti


MOUNT RUSHMORE/OMAGGIO POSTUMO ALL’ITALOAMERICANO LUIGI DEL BIANCO


NEW YORK. Anni passati a cesellare occhi, labbra e nasi dei presidenti gli ave- vano trasformato i polmoni di blocchi di roccia. Ma oggi per Luigi Del Bianco, scalpellino italiano e il principale sculto- re di Mount Rushmore è arrivato il mo- mento della rivincita. Il nome di Del Bian- co è stato rispolverato dagli anfratti della

storia grazie alla determi- nazione dei suoi discen- denti.

Il National Park Servi- ce, in un omaggio postumo, ha riconosciuto il ruolo chiave dell’italo-america- no nella creazione di uno dei monumenti americani più iconici: la montagna dei presidenti. “Essere lo scalpellino capo di Mount Rushmore è il sogno ame- ricano per eccellenza per un immigrato”, ha osserva- to Douglas Gladstone, au- tore di “Carving a Niche for Himself”, un libro dedcato proprio a Del Bianco. Centinaia di scalpellini come Luigi, napoletano emigrato a 17 anni negli Usa e morto nel 1969 a 78 anni di silicosi, pas- sarono anni su quella montagna scolpen- do le fattezze di quattro presidenti ameri- cani (George Washington, Thomas Jeffer- son, Theodore Roosevelt and Abraham Lincoln) nel granito delle colline nere del South Dakota sotto la direzione di Gutzon Borglum, il progettista e ingegnere capo che col figlio Lincoln aveva concepito il monumento. I loro nomi sono incisi sul Mount Rushmore per simbolizzare lo sfor- zo collettivo del gruppo.

Ma per Del Bianco, che chiaramente aveva una marcia in più, è arrivato un ono- re speciale proprio come aveva ricono- arte per i presidenti sciuto a suo tempo Borglum. “Luigi Del Bianco ha lavorato a Mount Rushmore nelle stagioni 1933, 1935 e 1936 e 1940. E’ stato ‘senior driller’, trapanatore, fino alla fine del 1935 quando Mr. Borglum lo promosse ‘chief carver’” intagliatore capo, si legge sulla pagina Facebook del National Park Service.

Nella corrispondenza di Borglum si scoprono le ragioni della promozione: “Vale più di tre uomini messi assieme che potevo trovare in America per questo tipo di lavoro”, aveva scritto l’ingegnere in do- cumenti scoperti da Lou Del Bianco, un nipote dello scalpellino: “E’ l’unico inta- gliatore della pietra intelligente, capace di comprendere il lin