La Telt dà il via libera ai bandi

TAV/PRIMO PASSO NECESSARIO SECONDO BRUXELLES, SALVINI SICURO CHE SI FARÀ

di Marcello Campo


ROMA. Tutto come previsto: il consiglio d'amministrazione di Telt, in videoconferenza tra Roma e Parigi, dà il via libera all'unanimità alla pubblicazione degli 'avis de marchés', (bandi in francese), relativi agli interventi dei lotti francesi del tunnel di base della Torino-Lione. Serafico il commento di Giuseppe Conte: "La Telt - evidenzia il premier - quest'oggi ha dato il via libera alla mera attività di presentazione delle candidature da parte delle imprese, senza oneri a carico dello Stato italiano". Di diverso tono la reazione di Lega e i Cinque Stelle: in un clima di campagna elettorale, i due alleati interpretano questa decisione in modo diametralmente opposto. In questo clima di fragile tregua raggiunta nel fine settimana, c'è da registrare, sul fronte 'siTav', il pressing della Confindustria e il monito di Bruxelles. La ri- levanza di un'opera come l'alta velocità, ammonisce il centro studi di Confindustria, "va oltre il mero calcolo economico e include anche aspetti legati alla sostenibilità ambientale, alla competitività territoriale, agli effetti di agglomerazione sulle economie locali, all'impatto reputazionale". Insomma, per gli industriali italiani, la bocciatura dell'analisi costi benefici non può bastare per fermare la Tav. Netto anche l'avvertimento della Commissione europea, secondo cui "la pubblicazione degli 'avis de marche' è un primo passo necessario". Ma "altri ne serviranno" per scongiurare il rischio di perdere i fondi Ue. In questo contesto, nella maggioranza ognuno va dritto per la sua strada, guardando già alla sfida delle prossime europee del 26 maggio, senza esclusione di colpi. Uno di questi lo ha messo a segno la Lega, proprio ai danni dell'alleato: il partito verde ha appena nominato come nuovo responsabile esteri Marco Zanni, europarlamentare, eletto dai Cinque Stelle. Matteo Salvini ribadisce sicuro che "la Tav andrà avanti". "Alla luce di quanto emerso negli ultimi giorni è evidente che la Tav non si farà", replica il sottosegretario Cinque Stelle Manlio Di Stefano. E più tardi, ambienti pentastellati, vanno oltre. "La nota ufficiale di Telt - fanno sapere fonti 5S - sottolinea l'impegno a verificare le volontà dei due governi al termine della selezione delle candidature, prima di procedere all'invio dei capitolati di gara alle imprese. Ergo appare evidente che i bandi sono stati rinviati. Ma se la Lega vuole che di- ciamo che i bandi sono partiti, lo facciamo. Se li fa stare meglio ok, basta che chiudiamo questa farsa". Anche il premier Giuseppe Conte, ieri all'inaugurazione di uno stabilimento di Fincantieri nel veronese, osserva che la Tav non deve essere "un'ossessione". "Io - osserva Conte molto rilassato - ho un problema più grande: la ripresa dell'Italia, lanciare il sistema delle infrastrutture in Italia, magari con la Tav avessimo risolto il problema...". Nicola Zingaretti, segretario del Pd, invece è sicuro che alla fine la Tav si farà, perché, spiega: "il vero capo del governo si chiama Matteo Salvini". Archiviato, almeno al momento, lo scontro sulla Torino-Lione, M5s e Lega sembrano divise anche sul dossier delle Olimpiadi invernali del 2026. Anche su questo terreno, la Lega spinge in avanti e i Cinque Stelle frenano. Tuttavia, Salvini ostenta ottimismo, dicendosi "straconvinto che le Olimpiadi del 2026 saranno un'occasione eccezionale, una vetrina per le incredibili bellezze italiane e lombarde". "Per quel che riguarda l'impegno del governo - spinge Salvini - penso che questo debba esserci. Ci sarebbe un ritorno economico vero, senza analisi costi-benefici di un miliardo di euro almeno"