La Turchia in cerca del riscatto

EUROPEI/Dopo la sconfitta contro l’Italia la squadra di Gunes cerca i tre punti con il Galles



LONDRA. Dopo aver steccato malamente la prima contro l'Italia, Baku rappresenta già l'ultima spiaggia per la Turchia: un'altra sconfitta, mercoledì contro il Galles, ne pregiudicherebbe - con ogni probabilità, irrimediabilmente - il cammino europeo. Vietato dunque sbagliare per la nazionale di Senol Gunes, che rispetto ai prossimi avversari ha avuto il vantaggio di un giorno in più di riposo, anche se da Roma ha dovuto volare in Azerbaigian, dove viceversa i gallesi hanno stabilito il loro quartier generale ormai da una settimana. In 45 minuti contro gli Azzurri, la Turchia ha subito lo stesso numero di reti (tre) di quante ne aveva incassate nelle 10 partite di qualificazione all'Europeo, risultando la miglior difesa continentale (con il Belgio), capace di mantenere la propria porta inviolata in addirittura sette incontri. Ma alla vigilia della sfida dentro-fuori contro i gallesi, il Ct Senol Gunes ha evitato di alzare i toni, o processi anticipati. "L'Italia ci è stata superiore, ma è inutile adesso pensare a quella sconfitta - l'analisi del commissario tecnico turco -. Avremmo potuto e dovuto giocare meglio, ora però pensiamo al Galles. Perché se vinciamo le prossime due partite, possiamo ancora qualificarci". Nonostante le pesante critiche ricevute dalla stampa di Istanbul, Gunes non ha anticipato se cambierà modulo o formazione contro il Galles. "I titolari dell'Olimpico sono ottimi giocatori, così come chi è rimasto in panchina. L'Europeo è ancora lungo: ci sono squadre che partono più lente e altre che sono subito pronte. Noi pensiamo solo al Galles, che delle tre avversarie del girone è quella che ci è più vicina nel ranking mondiale Fifa". Solo sei i precedenti tra le due nazionali: comandano i gallesi con tre vittorie, anche se la Turchia si è ag- giudicata l'ultimo rocambolesco incontro, risalente ormai ad un quarto di secolo fa, e terminato 6-4 (con po- ker firmati da Hakan Sukur). In campo, in quell'incontro valido per le qualificazioni al mondiale 1998, c'era anche Robert Page, che oggi guida dalla panchina la nazionale del Dragone, capace di riacciuffare allo scadere la Svizzera, nel debutto europeo, grazie alla rete di Kieffer Moore, l'unico titolare che milita in un club gallese. "Volevamo partire con un risultato positivo e ci siamo riusciti - le parole di Page -. Era molto importante non solo per il morale del gruppo, ma anche per la fiducia in vista delle prossime partite". Allo Stadio Olimpico sarà anche una sfida nella sfida tra due juventini, Merih Demiral e Aaron Ramsey, entrambi protagonisti di un esordio tutt'altro che fortunato. "Ma tutta la squadra è in crescita, l'ho potuto constatare negli ultimi allenamenti - ha rassicurato Page -. Scendiamo in campo sempre per vincere, e così sarà anche contro la Turchia. Non so quanti punti serviranno per passare il turno, penso solo alla prossima partita: la Turchia è un'ottima squadra, la rispettiamo, ma non abbiamo paura di nessuno".

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