Lagarde: “L’economia mondiale perde slancio”

WASHINGTON. L’economia mondiale perde slancio: “è un momento delicato in cui vanno evitati passi falsi”. E’ il monito di Christine Lagarde a pochi giorni dalla pubblicazione delle nuove stime del Fondo Monetario Internazionale. Parlando di una “decelerazione sincronizzata” che interessa il 70% dell’economia globale, il direttore generale del Fmi comunque rassicura: “Non prevediamo una recessione a breve termine”.Anzi, il Fondo stima un rimbalzo nella seconda meta’ dell’anno e nel 2020: si tratta comunque di una ripresa “precaria”, “vulnerabile a rischi al ribasso”, che vanno dalla Brexit alle tensioni commerciali.

Alle parole di Lagarde alla US Chamber of Commerce si accompagna l’allarme del vice presidente del- la Commissione Ue, Valdis Dombrovskis. ‘’L’economia europea sta ral- lentando’’e il rallentamento riguarda tutte le economie maggiori, dalla Germania alla Francia passando per il Regno Unito, e “specialmente l’Italia”.

Secondo le rilevazioni dell’Istat, l’economia di Eurolandia resta debole, con ‘’ritmi’’di crescita ‘’moderati’’ e con prospettive soggette a rischi al ribasso legati a un possibile inasprimento delle tensioni commerciali e a un’eventuale hard Brexit. E’ un “momento delicato.


Questo significa che non solo dobbiamo evitare passi falsi, ma che dobbiamo assicurarci di fare i passi giusti” afferma Lagarde elencando, a suo avviso, sono le aree su cui agire. Fra tutte un uso intelligente della politica di bilancio. “La realtà è che molte economie non sono ancora abbastanza resistenti” spiega, osservando come l’”elevato debito pubblico e i bassi tassi di interesse hanno lasciato uno spazio limitato per agire quando arriverà il prossimo rallentamento”.

E’ per questo necessario trovare il giusto equilibrio fra crescita, sostenibilità del debito e obiettivi sociali. “Da ex ministro delle finanze so che non è facile” ammette Lagarde. Nonostante questo è uno sforzo che va fatto con riforme strutturali da un lato e affrontando le diseguaglianze dall’altro. Agli sforzi a livello nazionale vanno aggiunti quelli transna- zionali per affrontare le sfide globali, come la tassazione delle imprese e il cambiamento climatico, ma soprattutto gli accordi commerciali.

I riflettori sono puntati sulle trattative fra Stati Uniti e Cina: “sono ottimista” dice Lagarde, osservando come i negoziati in corso rischia- no di avere un impatto sulla crescita americana, cinese e mondiale. Se i dazi su tutti i prodotti scambiati fra Stati Uniti e Cina salissero a 25 punti percentuali il pil americano si ridurrebbe dello 0,6% e quello cinese fino all’1,6%. “Nessuno vince in una guerra commerciale” ribadisce Lagarde, indicando nella cooperazio- ne per la revisione del sistema di tassazione delle aziende l’altro tema su cui unire le forze e collaborare. C’è poi il nodo della corruzione, che vale 1.500 miliardi di dollari, circa il 2% del pil mondiale, e che ha un impatto negativo sulle entrate fiscali e sulla spesa pubblica.

“La corruzione è una piaga internazionale. Per combatterla in modo efficace serve coopera- zione internazionale”.