Lagarde vede il sereno dopo la tempesta

Pil-Covid/Per la presidente della Bce le prospettive migliorano e c’è ancora spazio per tagliare i tassi



di Alfonso Abagnale

ROMA. Christine Lagarde vede tornare il sereno sulla crescita dell'Eurozona dopo la tempesta causata dall'emergenza Covid ma avverte anche che sarebbe prematuro varare ora una stretta monetaria. "Le prospettive per l'economia stanno davvero migliorando man mano che la situazione pandemica migliora, le campagne di vaccinazione vanno avanti e la fiducia inizia a crescere", afferma la presidente della Bce in audizione al Parlamento europeo, difendendo con forza le misure di politica monetaria messe in campo da Francoforte per contrastare la pandemia, sottolineando che "da marzo 2020 e fino al 2023, come da programma, avranno aggiunto un +1,8% di crescita di Pil e un +1,3% in termini d'inflazione". "Prevediamo che l'attività economica acceleri a partire da questo trimestre, grazie al sostegno dello stimolo fiscale e monetario e a un vigoroso rimbalzo dell'attività dei servizi in particolare", ha spiegato Lagarde, ribadendo che ora la Bce stima la crescita 2021 a +4,6%, poi a 4,7% nel 2022 e al 2,1% nel 2023. Per quanto riguarda i rischi sulle prospettive di crescita "sono ora generalmente bilancia- ti", ha rassicurato la presidente della Bce. "Mentre al ribasso, la diffusione delle mutazioni del virus continua a essere una fonte di rischio, al rialzo, prospettive migliori per la domanda globale e un aumento più rapido del previsto della spesa dei consumatori potrebbero tradursi in una ripresa ancora più forte". E in questo quadro Lagarde ha avvertito che "una stretta monetaria ora sarebbe prematura e creerebbe dei rischi sia per la ripresa che per le prospettive di inflazione". Per cui Francoforte andrà avanti col Programma di acquisto per l'emergenza pandemica Pepp, con una dotazione finanziaria totale di 1.850 miliardi di euro, almeno sino alla fine di marzo 2022. "La principale caratteristica del Pepp è la sua flessibilità", ha sottolineato ancora una volta Lagarde mentre sui tassi ha precisato che "la Bce ha ancora spazio per tagliarli, se dovesse essere necessario". E sempre in tema di tassi ha difeso la decisione di portarli in negativo. "I tassi di interesse negativi sono stati spesso criticati a causa dei loro potenziali effetti collaterali negativi. Nel complesso, tuttavia, la nostra valutazione della nostra esperienza con tassi di interesse negativi continua ad essere positiva poiché i benefici continuano a superare i costi", ha spiegato. Al momento il tasso principale Bce è a zero, il tasso sui depositi a -0,50% e il tasso sui prestiti marginali allo 0,25%. "Con la ripresa che prende slancio, dobbiamo rimanere vigili ed è necessario che continui il sostegno monetario in modo da costruire un ponte sopra la pandemia", ha rimarcato la numero uno della Bce. Sul fronte dell'inflazione, Lagarde ha spiegato che si sta "vedendo una risalita, che continuerà anche in autunno, soprattutto a causa di un rialzo dei prezzi energetici" ma che l'aumento "è causato da fattori temporanei e transitori, però occorre essere vigili". Le ultime stime della Bce vedono l'inflazione all'1,9% per il 2021, all'1,5% per il 2022 e all'1,4% nel 2023. Ha poi rassicurato su eventuali ricadute dell'inflazione americana sull'Eurozona definendoli "effetti moderati". Tuttavia ha spiegato che "non possiamo fare paragoni tra gli Stati Uniti e l'Eurozona perché sono in situazioni diverse per quanto riguarda i cicli, l'inflazione stessa e le aspettative d'inflazione". Nel corso dell'audizione sono anche fioccate domande sull'euro digitale, di Pnrr e il Patto di stabilità. "Un euro digitale potrebbe avere un impatto negativo sulla stabilità finanziaria", ad esempio "con grossi trasferimenti di denaro privato all'euro digitale e per questo deve essere progettato con molta attenzione", ha avvertito Lagarde, sottolineando anche che dovrà essere "sotto il controllo della Bce". L'Istituto centrale ne discuterà il prossimo 14 luglio, ha indicato. Sui Pnrr ha sollecitato gli Stati a "realizzarli, è una cosa di primaria importanza" perché "se dovessero fallire ci potrebbero essere effetti anche sul sostegno dei mercati" al piano. Infine per Lagarde "ci sono motivi per aggiornare il Patto di Stabilità e Crescita", senza però entrare nel merito. Il sostegno delle politiche di bilancio, così come il sostegno della politica monetaria, "servirà ancora" e "un irrigidimento fiscale sarebbe prematuro", ha concluso la numero uno della Bce.