Lapadula, il gol e Chopin


IL CASO/L’ATTACCANTE ROSSONERO SI ESIBISCE ALLA DOMENICA SPORTIVA


ROMA. Lezione di piano. Abituati a vederli tutte le domeniche sudare con la maglia del club, andare su di giri per una rete segnata o una giocata da urlo, fa strano a volte scoprire che tanti calciatori, oltre che essere delle star amate da milioni di tifosi, hanno passioni inattese. “Altri talenti”, dice il presidente dell’assocalciatori Damiano Tommasi pensando alla performance di Gianluca Lapadula, che domenica sera ha suonato un brano di Chopin durante la Domenica Sportiva, con tanto di standing ovation del pubblico (come nemmeno forse nella strabiliante stagione al Pescara l’anno scorso). Esecuzione magari stilisticamente non impeccabile, ma la sonata per piano dell’attaccante del Milan ha sorpreso per sostanze e forma. “Ho preso la passione per il piano da mio padre, lui sì un mago -racconta il giorno dopo l’attaccante italoperuviano - Abbia- mo anche suonato a quattro mani, ma io sono autodidatta. Però Mozart e Chopin mi rilassano”. Quello di Lapadula è solo uno dei passatempi artistici comune ad altri colleghi calciatori. Se per la gran parte dei giocatori, le professioni alternative si chiamano allenatore, dirigente, osservatore, agente o opinionista tv, non sono pochi quelli che la musica l’hanno avuta sempre nel cuore. Il caso più recente è quello di Daniel Pablo Osvaldo, ex centravanti di Fiorentina, Roma e Juve, che a 30 anni ha addirittura lasciato il calcio per intraprendere la carriera della ‘sei corde’. “La mia vera passione è sempre stata il rock, altro che calcio”. Chissà se riuscirà a emulare un ex collega che ha fatto storia: Julio Iglesias. Un altro appassionato di musica (ma reggae) è stato Ruud Gullit, fuoriclasse del Milan degli anni 80-90, che ha addirittura inciso alcune pubblicazioni discografiche ospitate nella hit South Africa. Così come Alexi Lalas, ex difensore degli Usa e dei LA Galaxy, diventato voce e chitarra del gruppo rock Gypsies. Emuli di Lapadula anche i due portieri della Roma: se per il polacco Szcezsny suonare Chopin può sembrare quasi naturale, per il vice brasiliano Alisson diventa natu- rale cimentarsi nel sertanejo. Musicisti meno professionale sono anche Ronaldinho, immortalato qualche volta a suonare le percussioni in gruppi di musica brasiliana, o il portiere ceco Petr Cech: lui preferisce la batteria. Musicista quasi professionista, che si esibisce regolarmente su palcoscenici carioca, è l’ex granata Leo Junior, detto Junior Maestro, che ha un suo gruppo di “pagode” e che ai tempi in cui giocava incise anche l’inno della Seleçao. Oltre la musica suonata, c’è il golf. Nutrito è il plotone di calciatori ed ex che si dedicano al green, da Gigi Riva a Carlos Tevez, passando per Rooney e Nedved. David Beckham per rilassarsi fa altro: tira di scherma. Ma chi direbbe che l’ex Real e Roma Julio Baptista ha un debole per gli scacchi (“Ci gioco da quando ho 13 anni”), l’ex Pallone d’Oro Michael Owen ha quella per i purosanque (li alleva e uno dei suoi ha vinto ad Ascot), mentre Mike Tyson non ha mai nascosto la sua empatia per i piccioni da evoluzione? Il pugile americano raccontò un giorno di come li accudiva, pulendo le gabbiette. Gli ex perugini Hidetoshi Nakata e Renato Olive erano invece patiti, e praticanti, del tiro al piattello, così come Roberto Baggio. Al capitolo ‘artè, Theo Walcott dell’Arsenal nel tempo libero si dedica alla scrittura di favole per bambini, nelle librerie inglesi è possibile trovare quattro suoi libri. L’ex cal- ciatore russo Andrei Arshavin da talentuoso trequartista si è trasformato in uno stilista di abiti da donna. Grandi appassionati, e collezionisti d’arte, sono invece Fabio Capello, Cesare Prandelli, Vincenzo Montella, Jonathan Zebina, che in camera da letto aveva due sculture di De Chirico. La passione che non ti aspetti.


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