Lara sfida il “traditore” Burr

LA RIVINCITA DI DONALD TRUMP PUÒ PARTIRE DALLA CANDIDATURA DELLA NUORA AL SENATO



di Ugo Caltagirone

WASHINGTON. Donald Trump, assetato di rivincita per la sconfitta elettorale e di vendetta per chi ha votato per il suo impeachment, potrebbe ripartire dalla nuora Laura. Prende infatti sempre più corpo la possibile candidatura al Senato della trentottenne moglie di Eric Trump, il terzogenito del tycoon. Una discesa in campo in vista delle elezioni di metà mandato del 2022, con l’obiettivo di sconfiggere nel corso delle primarie repubblicane uno dei sette ‘traditori’ che ha votato per la condanna dell’ex presidente: il senatore Richard Burr. Che si tratti ormai di più di un semplice gossip o di una mera suggestione lo di- mostrano le parole di uno dei fedelissimi e potenti alleati di The Donald, Lindsay Graham: “Il mio amico Burr ha appena aperto la strada alla candidatura di Lara”, ha affermato il senatore commentando il voto anti-Trump espresso da Burr, che in Senato rappresenta la North Carolina. Proprio lo stato di cui è originaria Lara, ex personal trainer e produttrice televisiva, nata Lara Yunaska a Wilmington, città omonima di quella del Delaware in cui risiede Joe Biden. Sposatasi con Eric Trump nel novembre del 2014 a Mar-a-Lago, dopo sei anni di fidanzamento, Lara ha partecipato attivamente alle campagne elettorali del tyco- on per le presidenziali del 2016 e del 2020. Il suo intervento alla Convention repubblicana dello scorso agosto aveva già innescato le voci su un probabile impegno politico, seppure il suo sostegno a Trump si discosti totalmente dai toni da ultras della ‘cognata’ Kimberly Guilfoyle, vulcanica e roboante fidanzata di Donald Junior, anch’essa data più volte sul punto di entrare in politica. Ma di Lara si ricordano comunque le parole poco diplomatiche rivolte ad Angela Merkel nel 2019, quando durante la crisi dei migranti in Europa definì la decisione della cancelliera tedesca di accogliere i rifugiati “la rovina della Germania, una delle cose peggiori mai accadute in quel Paese”. Parole che a Berlino non hanno dimenticato, così come in molti ricordano come Lara in passato abbia fatto campagna anche per la cospirazionista Laura Loomer, nota per le sue posizioni di estrema destra e contro l’Islam. Non sono pochi però gli ostacoli sulla strada della candidatura di Lara, come il dover cambiare residenza con marito e figli dalla città di New York al North Carolina. E poi superare la concorrenza di altri alleati di Trump che ambiscono a quel seggio in Senato, come l’ex capo dello staff della Casa Bianca Mark Meadows. Per sciogliere la riserva, fanno sapere i ben informati, ci potrebbero quindi volere settimane, se non mesi, con una decisione che Lara potrebbe prendere nell’ambito di un ritorno sulla scena coordinato della famiglia Trump. Con la figlia prediletta dell’ex presidente, Ivanka, che resta in pole per un futuro alla Casa Bianca se non dovesse ricandidarsi il tycoon. Intanto per quest’ultimo le grane legate all’assalto al Campidoglio del 6 gennaio scorso potrebbero non essere finite. Non ci sono solo le inchieste sul fronte giudiziario, ma anche una richiesta bipartisan alla Camera e al Senato di istituire una com- missione di inchiesta per indagare sulle eventuali responsabilità del governo e delle forze dell’ordine che non sono state capaci di difendere la sede del Congresso. Di fatto una commissione sullo stile di quella costituita dopo gli attentati dell’11 settembre 2001.

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