Lazio, ancora caos tamponi

SERIE A/ALMENO TRE GIOCATORI POSITIVI AL TEST RAPIDO, MA GIOCHERANNO CONTRO I BIANCONERI



ROMA. Ultimo giro di tamponi, stesse ansie della settimana appena trascorsa. Anzi, persino doppie. È sempre più caos tamponi in casa Lazio, con esiti diversi da due laboratori e due metodi differenti, il molecolare (più attendibile) negativo per tutti i giocatori ad Avellino e quello rapido a (più dubbio) positivo per tre a Roma. "Abbiamo informato la Asl, i giocatori sono tutti a disposizione di Inzaghi", dice Ivo Pulcini, medico della Lazio. Resta da capire cosa dirà la Asl. "Il tampone rapido positivo può bastare allo stop, ma va validato dal molecolare, che prevale", dice Gianni Nanni, coordinatore dei medici di A e rappresentante della Figc presso il Cts. La convinzione della Lazio è dunque che i risultati di Avellino 'superino’ quelli di Roma e che Immobile e gli altri in dubbio possano giocare contro la Juve. Al netto da inevitabili polemiche. I fatti. Ieri la Lazio ha effettuato due test paralleli, molecolare al laboratorio di Avellino 'Futura Diagnosticà su cui il club bianco-celeste si appoggia da sempre, e tamponi rapidi al Campus Biomedico di Roma. Quest'ultimo ha rivelato tre casi di positività tra i giocatori, al gene E ed N, tra cui ci sarebbe anche Ciro Immobile. Dopo le differenze di risultato tra i test effettuati per il campionato e quelli Uefa, la società romana si è rivolta a un secondo laboratorio, anche se tra test rapidi e test molecolari per lo staff sanitario (e da protocollo Figc) prevale il secondo, più preciso: "Non hanno niente a che vedere con il Covid, sono tamponi rapidi che per legge devono essere confermati dal tampone molecolare. Noi seguiamo il protocollo Figc, se troviamo un positivo lo dobbiamo isolare", ha specificato il direttore sanitario biancoceleste, Pulcini, confermando che quindi a seguito del test molecolare di Avellino "tutto il gruppo squadra è risultato negativo ed è a disposizione di Simone Inzaghi già da domani, assolutamente sì. Abbiamo già segnalato tutto alla ASL". Il laboratorio di Avellino, che dall'inizio dell'epidemia di Coronavirus si occupa dei tamponi per la Lazio, ha processato i test effettuati al ritorno dalla trasferta di Champions League, a San Pietroburgo, con il metodo tradizionale e ha riscontrato due casi fuori dal gruppo squadra (tra cui ci sarebbe anche il ds Igli Tare), ma ha evidenziato la negatività di tutti i giocatori, compresi Immobile, Lucas Leiva e Thomas Strakosha, fermati invece dagli esiti degli esami processati in esclusiva dalla Uefa dal Syn-Lab. In contemporanea, il test rapido - sulla cui percentuale di attendibilità gli esperti sono più cauti - effettuato al Campus Biomedico di Roma ha indicato tre positività tra i giocatori, anche se da fonti della socie tà biancoceleste emerge che tra questi comunque non figura Luis Alberto, risultato positivo nei giorni scorsi, e tornato negativo anche a un tampone effettuato in via privata annunciato dallo stesso spagnolo su Instagram. Tutta la convulsa giornata in casa Lazio ripropone il dubbio sulla centralizzazione dei controlli: il consiglio di Lega oggi ne ha parlato, e la via intrapresa è quella. Simone Inzaghi domani dovrà intanto fare i conti anche con lo stato di forma di diversi giocatori rimasti inutilizzati a lungo. Tra questi, il più papabile a poter giocare (anche da subentrato a gara in corso) risulta essere proprio Immobile. Una dinamica simile era accaduta tra la gara di Champions con il Bruges e la trasferta di campionato con il Torino. La settimana scorsa, il bomber della nazionale era stato fermato dalla Uefa, salvo poi partire con la squadra per la trasferta contro i granata in cui aveva anche messo a segno il rigore del momentaneo 3-3 prima del gol vittoria di Caicedo al 98'. Un'altalena che ha destato la curiosità della stessa procura federale d della Figc, che ha ascoltato sia il patron Lotito sia Pulcini in ben due occasioni questa settimana. Sul caso è stato aperto un fascicolo d'inchiesta.