Le banche affossano la Borsa



ROMA. Nuova giornata di debacle per le azioni delle banche europee ed italiane che, questa volta, coinvolge anche Mps, salita lunedì in Borsa sull'onda del piano di risnamento. Un andamento già visto nelle primissime contrattazioni e che, complice anche il periodo estivo, ha mostrato mano a mano con l'avanzare delle ore una fattu- ra sempre più salata. Il Monte ha quindi ceduto il 16% e Unicredit, nel mirino per l'aumento che dovrà lanciare in autunno, il 7%. Persino Intesa che ha presentato una trimestrale positiva ha ceduto il 3% e a poco consola il fatto che Commerzbank sia scivolata dell'8% sulla base di conti deludenti. Anzi proprio i dati della banca tede- sca hanno affossato l'intero comparto europeo. Il Monte rimane quindi al centro dei riflettori. Il premier Matteo Renzi è tornato a difendere la scelta dell'operazione di mercato di Siena, definita "soluzione finale" e che ripulisce la banca dagli Npl. Ma soprattutto, rileva il presidente del Consiglio, la soluzione di mercato "per cui ho combattuto" evita il bail in ai risparmiatori. Una linea rossa che l'Italia non vuole attraversare. Anche il sottosegretario al- l'Economia Baretta ha ribadito che "un intervento dello Stato è escluso ora" e mobilita risorse private e internazionali. Mentre ieri alle critiche del premier sul ruolo negativo svolto dai governi Monti e Letta, se il primo reagisce con una 'piccata' lettera al Corsera in cui ricorda che al tempo il sistema bancario non chiese alcun aiuto, il secondo non replica ma 'consegna' la sua risposta a Marco Meloni: dal suo blog su Huffington Post il deputato lettiano parla di "trappole e menzogne", spostando il tiro sul nodo delle clausole di salvaguardia, rilevando come sia stato l'attuale governo a introdurne di nuove "per oltre 53 miliardi". Definito nelle sue linee principali il piano messo a punto dall'a.d Fabrizio Viola e dall'advisor Jp Morgan deve comunque essere definito nei dettagli, anche non di poco conto. Il lavoro per arrivare entro l'autunno a 'impacchettare' i crediti nel veicolo di cartolarizzazione non è agevole. Non solo per la tranche junior (da assegnare ai soci) e quella mezzanine (sottoscritta da Atlante2 a un valore del 18%) ma soprattutto quella senior (garantita e ceduta al 65% del valore) da 6 miliardi di euro per la quale richiedere la Gacs e che deve quindi soddisfare paletti più rigidi. Dal Tesoro assicurano che una volta arrivata, la domanda sarà trattata in tempi rapidi. La tabella di marcia dell'intero piano tuttavia è serrata e secondo alcuni potrebbe non chiudersi entro il 2016 come previsto. E in corso ci sono anche le discussioni sul prestito ponte da 5 miliardi, necessario nel caso in cui i tempi della cartolarizzazione si allunghino. Jp Morgan sarebbe disposto a sottoscriverne solo una quota. Si vedrà quale sarà la soluzione. Intanto Quaestio va avanti con le sot-oscrizioni per Atlante2 che si chiuderanno l'8 agosto. Se le Casse di Previdenza sembrano tornare indietro rispetto all'en- tusiasmo iniziale, è arrivata la conferma che Poste sottoscriverà una quota inferiore a quella già posta su Atlante1 (le voci parla- no di circa 200 milioni di euro). Oltre agli 1,7 miliardi già in cassa quindi, Atlante2 potrà contare sulle risorse di Sga e di altri investitori per un totale di circa 3 miliardi di euro, che serviranno sia per Mps che per altre operazioni di sistema. La speranza di tutti infatti è che l'operazione per Mps e le misure varate dal governo possano far partire il mercato dei crediti deteriorati in Italia e anche quello degli immobili, spesso la garanzia sottostante alle sofferenze e da sempre una componente importante del patrimonio di famiglie imprese ed istituti di credito.


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