Le Ferrari sotto processo

F1/Dopo l’ennesima prova deludente il team manager Binotto avverte: bisogna cambiare marcia



ROMA. Un Gran Premio quello d'Ungheria dove si sarebbe dovuta vedere la vera Ferrari post Coronavirus e invece si è vista una delle Rosse più opache degli ultimi anni. Una gara da dimenticare quasi totalmente con entrambe le FS1000 doppiate dalla Mercedes di un inarrestabile Lewis Hamilton e così finite inesorabilmente sotto processo da parte della critica e degli appassionati. Le monoposto di Sebastian Vettel e Charles Leclerc hanno faticato per tutta la corsa a trovare un buon passo. Il tedesco quattro volte campione del mondo si è classificato sesto, mentre il giovane monegasco è giunto ai margini della zona punti, 11/o, dopo essere andato in difficoltà con il primo treno di gomme da asciutto. Una situazione dura da digerire per gli uomini in rosso che vede ora la scuderia di Maranello, come detto del resto dallo stesso team principal Mattia Binotto, chiamata a trovare il "coraggio" per cambiare rotta al più presto. "Dopo tre gare è chiaro che ci troviamo in una situazione peggiore di quelle che erano le nostre aspettative e bisogna reagire, senza alcun indugio - ha dichiarato il team principal a ferrari.com - È il progetto complessivo della vettura che va rivisto, pur consapevoli dei limiti regolamentari esistenti. Lo so bene che in Formula 1 non esiste la bacchetta magica, ma dobbiamo cambiare marcia per invertire questa tendenza, nel breve e nel lungo periodo. Se necessario, dobbiamo rivedere anche l'organizzazione per migliorare e rinforzare il metodo di lavoro dove ce n'è più bisogno. Per questo dobbiamo come squadra capire quali sono le dinamiche che ci hanno portato alla situazione attuale".Parole dure quelle di Binotto, che però ci tiene a sottolineare un aspetto: "Ho fiducia nelle persone che lavorano in GeS: abbiamo iniziato un percorso che ci deve portare a riaprire un ciclo vin-cente. Sarà lungo ma tutta l'azienda ne è consapevole e supporta questa visione. Per questo mi fanno sorridere certe notizie che si leggono in giro: non è tagliando teste che si fa andare più veloce una vettura...". Un imperativo categorico, la necessità di cambiare passo, tanto più atteso se si pensa al nuovo calendario ai tempi del Coronavirus fitto e impegnativo che vedrà il Cavallino Rampante correre a settembre almeno due volte in casa, prima a Monza, e poi con la novità del Gp del Mugello in Toscana. Un circuito, conosciuto ai più per le vittorie di Valentino Rossi e Andrea Dovizioso nella Moto- Gp, di proprietà proprio della Rossa che potrà così celebrare il suo millesimo Gp sulla pista di casa il 13 settembre. E non è escluso che gli appuntamenti della Formula 1 nel Bel Paese possano arrivare a tre con il Gran Premio di Imola, in rampa di lancio se i proprietari del Circus, gli americani di Liberty, lo riterranno conveniente in una situazione anomala a causa dell'emergenza sanitaria. In attesa delle gare in Italia, però, Vettel e Leclerc sono chiamati ad una reazione tra due settimane su un circuito storicamente difficile per il team di Maranello come quello di Silverstone, dove il tifo sarà tutto per Hamilton. In Inghilterra, dove è previsto un doppio appuntamento (2 e 9 agosto), il campione del mondo arriverà forte di una fiducia ritrovata dopo due gare dominate e la testa della classifica conquistata ai danni del compagno di squadra Valtteri Bottas.