“Le mie Lectures percorsi della mente”


FESTIVALETTERATURA DI MANTOVA/BARRICO: “NON C’È SPAZIO PER DUE SALONI”


MANTOVA. La mappa della metropolitana di Londra di Harry Beck, un sonetto di Dante, un passo de La critica della ragion pura di Kant, la quinta di Beethoven e l’Infinito di Leopardi. E’ il percorso seguito da Alessandro Baricco nella prima delle tre ‘Mantova Lectures’ che ha presentato ieri sera, nel giorno inaugurale del Festival Letteratura di Mantova, in anteprima assoluta. “Sembra un minestrone casuale, in realtà in ognuno di questi passaggi noi ve- diamo gli esseri umani fare lo stesso movimento, in questo caso verso la verità delle cose. Abbiamo capito che se rinunciamo a una parte della verità ci avviciniamo ad un’approssimazione che può funzionare come verità” dice all’Ansa Baricco appena finite le prove dello spettacolo. L’operazione fatta da Beck lo mostra bene: “In realtà la metropolitana di Londra non è così come è nella mappa di questo geniale ingegnere che decise che avrebbe tracciato le linee della metropolitana solo dritte o che giravano di 45 o 90 gradi. E poi che la distanza tra una stazione e l’atra sarebbe stata uguale, ma sappiamo benissimo che quando diciamo ‘è solo una fermata’ il tempo di percorrenza non è identico per tutte. Solo con queste mosse Beck ha reso però più comprensibile la mappa della metropolitana, tanto da diventare un modello di riferimento. Otteniamo una approssimazione che forma delle certezze” spiega lo scrittore.Più facili da vedere che da spiegare, le tre Lectures mantovane, pensate sul modello di quelle del Palladium, saranno poi a Roma, “al Teatro dell’Opera, il 17, 24 e 31 ottobre per la versione tv che andrà in onda su Rai 5 e poi su Sky e per la rete intorno al prossimo gennaio. Saranno all’interno di quel pezzo di strada che abbiamo deciso di fare con la Rai cominciato con ‘Miti ed eroi’. Bisogna dirigersi verso questo modello per cui le cose che faccio a teatro poi le porto su piattaforme diverse, creando un circolo economico virtuoso” sottolinea Baricco che vorrebbe anche riportare al Palatino il suo Palamede, il prossimo anno. “Sono percorsi della mente attraversospunti diversi della mappa della cultura. Facendo una estrema sintesi, la verità delle cose, come ha teorizzato Kant, va dimenticata, ma si può trovare una approssimazione che forma delle certezze”. E non è, precisa Baricco, un’operazione semplice: “queste approssimazioni alla verità sono difficilissime”. Gli altri due appuntamenti che si potranno sempre vedere in anteprima a Mantova saranno dedicati ad ‘Alessandro Magno. Sulla narrazione’, oggi 8 settembre, e alla Deposizione di Rogier van der Weyden. Sulla felicità, domani 9 settembre. “Al contrario di quello che si fa a scuola, si fanno dialogare cose differenti e periodi storici diversi. Le ho volute dedicare a Mantova con cui ho un bellissimo rapporto per i suoi vent’anni di festival che è stato importante per il Paese e per la mia carriera, ho cominciato poco dopo il festival”, sottolinea Baricco del quale l’ultimo libro uscito è ‘La sposa giovane’ (Feltrinelli) del 2015. “Ho sempre pensato che il libro non finisce lì, anche se man mano che passa il tempo la scrittura diventa un momento privato, personale” spiega lo scrittore che si sta dedicando molto al teatro, ha sempre aperto il progetto di fare Smith&Wesson con Nanni Moretti e sottolinea: “Quando non sai dare un nome a quello che fai vuol dire che stai facendo qualcosa di diverso e se dura vuol dire che ha valore”. Delle sue Lectures dice dunque: “E’ come se spaccassero la mia testa e con l’avanti veloce passassero rapidi tre anni della mia vita a studiare. E’ una forma di intensità emotiva legata al sapere”. E del Salone del Libro di Torino e della nuova manifestazione che si farà a Milano, spiega: “Pensare di farne due è grottesco ed è anche sbagliato se ne vengono fatti due con una vocazione diversa. Non c’è spazio. Se non si riesce a mediare bisogna fare un tipo di duello in cui si vince con la forza delle idee e la volontà di lavorare molto e bene”.