Le Pen e Orban assenti a Milano

REUNION SOVRANISTA/SALVINI: “CHE PROBLEMA C’È? NON SONO STATI INVITATI”



ROMA. Caos organizzativo e anche politico attorno alla reunion "sovranista" in programma lunedì a Milano, dalla Lega, annunciata come primo appuntamento con cui aprire la campagna elettorale per le europee. Prima Viktor Orban, poi Marie Le Pen, quindi i nazionalisti austriaci di Fpoe fanno sapere che per un motivo o per un altro non potranno essere a fianco di Matteo Salvini. L'unica presenza certa all'Hotel Gallia, al momento, è quella dell'europarlamentare Joerg Meuthen, portavoce federale di Alternative fur Deutschland (Afd), il partito dell'estrema destra tedesca. Ma Il vicepremier reagisce con vigore, definendo la notizia delle assenze di Milano "fake news surreale". "Se uno non è stato invitato e non vie- ne mi sembra normale", sottolinea durante la sua visita a Parigi. "Marine Le Pen non c'è perché non era prevista, come faccio ad essere deluso se non l'avevo invitata". In ogni caso "Viktor l'ho sentito questa settimana" e "Marine la vedo domani", taglia corto. In precedenza, fonti della Lega avevano radicalmente ridimensionato la vicenda. "I nostri alleati storici sono informati di tutte le iniziative e condividono i nostri obiettivi", trapela da Via Bellerio. Anche il responsabile esteri, appena nominato, Marco Zanni, getta acqua sul fuoco: lunedì Salvini - chiarisce l'europarlamentare oggi leghista, ma eletto con i Cinque Stelle - lancerà in conferenza stampa "la sua chiamata all'unità di tutti i partiti che vogliono cambiare questa Europa e che oggi sono presenti al parlamento Ue pur non essendo nel nostro gruppo politico". A suo giudizio, quindi, è "un primo passo per allargare la nostra famiglia". "Nessuna divisione, nessun sgarbo", assicura. Ma a sette settimane dal voto europeo, inevitabilmente il clima è di battaglia elettorale. E traendo spunto da questa vicenda, i Cinque Stelle parlano di "flop sovranista". "Il due di picche di Orban e Kaczy?ski, che non parteciperanno all'incontro di Milano con i sovranisti - osserva l'europarlamentare Laura Ferrara - dimostra il flop po- litico del progetto europeo della Lega. Persino la Le Pen ha scaricato l'alleato". Reduce da Varsavia, Giorgia Meloni evita di acuire i toni nei confronti della Lega. In un'intervista, prima che scoppiasse il caso delle as- senze, aveva già detto che FdI "è il vero partito sovranista", mentre la Lega "è populista". Più tardi, però l'ex ministro sceglie volutamente di non affondare il colpo, ma fissa paletti chiari, confermando la concorrenza con la Lega nel rappresentare un elettorato spesso contiguo. "Non metto bocca in casa d'altri", premette. Poi, però, garbatamente, rivendica il fatto di essere lei il referente italiano della famiglia conservatrice, la terza forza nel Parlamento europeo. "Senza di noi non ci sarà alcuna maggioranza alternativa per cambiare l'Europa. Di alleanza con i sovranisti ne parleremo dopo il voto", precisa la leader di Fratelli d'Italia.

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