Le ragazze americane erano ubriache



VIOLENZE A FIRENZE/I TEST SMENTISCONO LE VERSIONI DEI DUE CARABINIERI

FIRENZE. Una ragazza aveva ingerito più alcol, un'altra meno. Ma entrambe le studentesse americane che hanno denunciato di esser state violentate da una pattuglia dei carabinieri a Firenze, ancora tre, quattro ore dopo il rapporto sessuale avevano nell'organismo un apprezzabile quantitativo di alcol. Una quantità definita "sopra la norma", considerando come riferimento i 0,50 g/l base dei controlli stradali. Questo è un primo riscontro scientifico a disposizione della procura di Firenze. Il problema, però, è capire se erano ubriache o no. E cioè, erano nel pieno delle loro facoltà mentali quando hanno accettato il passaggio dei due carabinieri - Marco Camuffo e Pietro Costa - fino al palazzo del centro dove soggiornano a Firenze? O erano 'annebbiate' e in stato di 'minorata difesa'?

Il procuratore Giuseppe Creazzo ha sottolineato che questo primo riscontro, la presenza di alcol nel metabolismo, non è da sé sufficiente a stabilire se le due giovani americane fossero lucide o meno in quei momenti, cioè in grado di decidere con piena autonomia. Bisogna dunque aspettare la relazione di un consulente della procura, e servirà qualche settimana. È un passaggio importante dell'inchiesta dato che entrambi i militari, l'appuntato e il carabiniere scelto del 112, nei loro interrogatori spontanei al pm Ornella Galeotti hanno negato che vi sia stata violenza nei rapporti sessuali con le giovani studentesse sostenendo, invece che le ragazze erano d'accordo, consenzienti ad avere rapporti nell'androne, per le scale e nell'ascensore.

Emerge una linea comune tra le due difese anche dalle parole del difensore del carabiniere scelto, avvocato Andrea Gallori: "Il mio assistito ha ammesso che ci sia stato un rapporto sessuale con una delle studentesse americane - ha detto l'avvocato - ma nega che ci sia stata violenza". L'aveva detto anche l'appuntato venerdì scorso.

Sul fronte tecnico, medico-legale c'è anche da aspettare il risultato dell'esame tossicologico su una delle due americane: è confermato che aveva preso sostanze stupefacenti (hashish o marijuana) ma va stabilito a quando risale l'assunzione, se nell'imminenza del rapporto sessuale o nei giorni precedenti. Anche questo per capire il grado di controllo delle proprie azioni. La procura deve anche decidere su eventuali richieste da proporre al gip. Tra queste, data l'esigua disponibilità di alcuni materiali biologici prelevati dalla polizia scientifica - anche per collezionare i Dna - potrebbe chiedere accertamenti irripetibili o un incidente probatorio: entrambi sono strumenti in cui tutte le parti, indagati e parti offese, hanno diritto di essere presenti.

Quasi certo che invece sarà chiesto dal pm di organizzare un altro incidente probatorio: quello per sentire le due ragazze e acquisire i loro racconti, in modo che possano ritornare negli Usa senza necessità di rientrare in Italia per i processi. Il procuratore Creazzo ha assicurato: "soluzione giudiziaria nel più breve tempo possibile".


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