Le romane alla carica

Europa League/Le squadre capitoline si giocano tutto: partite da dentro o fuori




ROMA. Una partita da dentro o fuori. La Roma si trova al primo bivio stagionale. La partita di Istanbul sul campo del Basaksehir può rilanciarla in Europa League, in caso di successo, o condannarla se dovesse arrivare un altro ko dopo quello in Germania col Borussia Moenchengladbach. I giallorossi d’altronde dopo quattro partite hanno 5 punti e occupano il secondo posto in classifica nel girone (assieme ai tedeschi, attesi oggi dal Wolfsberg) a due lunghezze proprio dalla formazione turca. Inutile insomma fare calcoli, “dobbiamo vincere” ammette Paulo Fonseca , preferendo soprassedere sulle sviste arbitrali che hanno condizionato la marcia continentale della Roma: “Il passato non conta più, devo pensare a questa partita. Abbiamo fiducia, giochiamo sempre per vincere e anche questa volta sarà lo stesso anche se ci aspetta una gara difficile contro un avversario in un grande momento visto che l’ultima sconfitta è stata contro di noi 11 partite fa”. La formazione turca infatti non ha più perso una gara ufficiale dal match dell’Olimpico. Dal 19 settembre ha raccolto 7 vittorie e 4 pareggi su 11 incontri disputati. Un ruolino di marcia che ha lanciato il Basaksehir al secondo posto della Super Lig e al primo nel girone di Europa League. Il 4-0 all’Olimpico ormai è lontano, e quella di oggi per la Roma è una sorta di finale, come ammette anche Lorenzo Pellegrini. “Assolutamente sì, è una partita fondamentale per noi, vogliamo assolutamente vincere. Il nostro primo piccolo obiettivo di quest’anno è sicuramente passare il girone - spiega il centrocampista -. Le cose adesso si sono un po’ complicate rispetto all’inizio ma questo non ci deve interessare. Sappiamo che loro sono in un buon momento, che hanno giocatori importanti, ma noi abbiamo bisogno di vincere. È troppo importante, anche per il nostro morale”. Per quanto riguarda il futuro, invece, Pellegrini non sembra voler fare programmi a lunga scadenza: “Io e Zaniolo le colonne della Roma che verrà? Non ne abbiamo mai parlato ma se sarà così, penso di parlare anche a nome di Nicolò, saremo onorati perché siamo in una grande squadra”. La società, intanto, potrebbe presto cambiare proprietario se, come sembra, il gruppo Friedkin muoverà nelle prossime settimane i passi necessari per cominciare la scalata alle quote di James Pallotta. L’argomento, però, assicura Paulo Fonseca, non è tra quelli affrontati quando sente il presidente. “Parliamo molto spesso - conclude Fonseca - e lo sento sempre vicino alla squadra, ma io sono l’allenatore e quando parlo con Pallotta parlo di calcio”. Lazio-Cluj/ Inzaghi: “Sappiamo che la qualificazione è appesa a un filo”

ROMA. Se Acerbi alla vigilia del Celtic la definiva “l’ultima spiaggia”, oggi contro il Cluj per la Lazio siamo anche oltre. Con una qualificazione che “sappiamo essere appesa a un filo”, ammette senza mezzi termini Simone Inzaghi alla vigilia della penultima sfida del girone di qualificazione di Europa League contro i romeni all’Olimpico. Lazio che per passare il turno deve vincere oggi e contro il Rennes in Francia nell’ultima giornata, sperando però che il Cluj perda anche l’ultima in casa contro il Celtic già qualificato: “Finché la matematica non ci condanna - prosegue il tecnico biancoceleste in conferenza stampa - faremo la nostra partita per vincere. Abbiamo poche possibilità di andare avanti, abbiamo compromesso la qualificazione per colpa nostra e per fattori anche esterni perché contro il Celtic sull’1-1 c’era un rigore clamoroso su Immobile che ci avrebbe consentito di andare avanti. Per le nostre potenzialità però potevamo fare molto meglio nelle gare precedenti”. Una Lazio double-face, terza in campionato e in piena corsa per la qualificazione in Champions, ma in Europa League condannata a un destino ormai non del tutto nelle proprie mani: “Stiamo facendo bene in campionato, il terzo posto è meritato - prosegue il tecnico biancoceleste -. In Europa il sorteggio poteva andare meglio ma per i valori visti in campo dovevamo passare questo girone e purtroppo non lo passeremo. Ci prendiamo le nostre colpe, non siamo stati bravi a far girare gli episodi a nostro favore come invece sta accadendo in campionato”. Una Lazio che ci crede, ma fino a un certo punto. Lo si intende dalle scelte di Inzaghi, che con l’Udinese domenica prossima potrebbe eguagliare il suo record personale di sei vittorie consecutive in campionato. Oggi si prevede una rivoluzione totale con i soli Acerbi, Lazzari e Correa tra i titolari confermati: “Anche chi ha giocato meno finora deve dare un segnale di crescita per tenere l’ambiente sempre positivo e sereno. C’è grande voglia di vincere”, avverte però Marco Parolo.