Lega e M5S avanti su Foa


RAI/LA MAGGIORANZA INVITA IL CDA AD ESPRIMERSI, IL PD È SULLE BARRICATE


ROMA. Avanti tutta per la conferma di Marcello Foa. La Lega, con il sostegno del Movimento 5 Stelle, prova ad accelerare il percorso per l’elezione del presidente della tv pubblica, dopo la bocciatura dell’ex inviato del Giornale avvenuta a luglio.

I rappresentati leghisti hanno presentato in Vigilanza una risoluzione per chiedere al cda di indicare quanto prima un nome, scegliendo tra i propri membri senza alcuna limitazione. Una formulazione che aprirebbe la strada ad una conferma di Foa, a dispetto delle proteste del Pd che ritiene una riproposizione del suo nome contraria alla legge in virtù dei pareri legali raccolti.

Il documento, firmato dal capogruppo della Lega in Vigilanza Paolo Tiramani e da quello del Movimento 5 Stelle Gianluigi Paragone, era destinato ad essere votato ieri. Il presidente della bicamerale, Alberto Barachini, ha però rinviato la discussione a mercoledì 19 settembre, non essendo il tema all’ordine del giorno della seduta dedicata all’approvazione del regolamento sulla par condicio per le elezioni di Trento e Bolzano.

La mossa è però stata letta anche come un tentativo di prender tempo in attesa di un accordo complessivo tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, che riguarderebbe anche le prossime elezioni regionali. I due leader sono in contatto telefonico, ma è possibile che a breve, al massimo entro una settimana, si vedano di persona per definire un’intesa che tutte le voci danno per vicina. Con il voto di Forza Italia il nome di Foa passerebbe senza problemi in Vigilanza. Bisognerà, con ogni probabilità, attendere la prossima settimana per la convocazione del cda e la successiva votazione della bicamerale. Il Pd è pronto a dare battaglia.

“Presentano questa strampalata risoluzione, calpestano ogni principio democratico e dimostrano la totale mancanza del minimo rispetto istituzionale”, affema Davide Faraone, capogruppo Pd in Vigilanza. Una tesi respinta dai leghisti in commissione, secondo i quali con il documento si rimarca “l’autonomia e la piena legittimità delle scelte del cda sulla nomina del presidente”, avendo “il presidente Barachini ribadito che non sussisto- no pareri legali o indicazioni di sorta sulla non riproponibilità di Foa”.

La circostanza è però negata da Michele Anzaldi del Pd, che ha chiesto lumi a Barachini,ricevendo solo i due pareri raccolti ad agosto dalla Vigilanza.

“A questo punto è acclarato che tutti i pareri legali in possesso della commissione escludono categoricamente la possibilità che si possa procedere ad un nuovo voto su Foa”, afferma il parlamentare dem che si dice pronto a presentare ricorso e avverte i consiglieri sui rischi di sanzioni economiche legati a una riproposizione del nome del giornalista.


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