Lega-FI: prove di ricucitura

SALVINI ATTACCA I “TRANSFUGHI” E TENDE LA MANO AL CAVALIERE SULLA LEGGE ELETTORALE



ROMA. Matteo Salvini e Silvio Berlusconi provano a ricucire sulla legge elettorale, con il leader della Lega che assicura: "mai più con i Cinque Stelle". Intanto comincia a piantare i paletti programmatici del futuro governo di centrodestra, dalla privatizzazione "di un bel pezzo della Rai", alla riforma costituzionale pre-sidenzialista. Con queste proposte "nette", il leader della Lega, conquista il pubblico di Atreju, la festa di Fratelli d'Italia, che sembra per- donargli definitivamente la scelta di 14 mesi fa di allearsi con i Cinque Stelle. Applausi all'arrivo, e 45 minuti di selfie alla fine, per l'ex ministro dell'Interno, in un'Isola Tiberina stipata di militanti del partito di Giorgia Meloni. Proprio la padrona di casa, dopo aver inaugurato la festa giunta alla ventiduesima edizione, ammonisce il Cavaliere puntualizzando cosa significhi per lei fare 'opposizione responsabile'. "Dipende tutto dai fatti: noi siamo stati responsabili quando abbiamo votato a favore del taglio dei parlamentari perchè eravamo d'accordo, a differenza di Fi e Pd. Qualora fosse un modo per aiutare il governo - avverte - allora mi farebbe irritare". Salvini evita di polemizzare con il Cavaliere, in vista del prossimo vertice dei centrodestra. E rilancia le chances della coalizione, accennando a sondaggi riservati secondo cui, in Emilia, sarebbe avanti di sei punti sul centrosinistra. Sul tema della riforma elettorale, è evidente che i due leader hanno idee diverse: il "Capitano" punta a un maggioritario da ottenere attraverso il referendum. L'ex premier, invece, ritiene "assolutamente indispensabile" una quota di proporzionale e per averla propone a una iniziativa parlamentare unitaria di tutto il centrodestra. "Se se ne occupa il Parlamento bene, se se ne occupano i cittadini meglio", sintetizza pacato Salvini se- condo cui quello che conta è il risultato. "L'importante è che i cittadini abbiano una legge elettorale in cui chi prende un voto in più vince e va al governo, in modo da evitare inciuci e manovre di Palazzo, schifezze e mercati a cui gli italiani stanno assistendo ora". Ma qui, davanti al popolo di FdI, Salvini attacca Conte e rilancia temi tradizionalmente cari alla destra, continuando in questa eterna rincorsa programmatica che non sempre ha fatto piace- re ai vertici di FdI. Su tutti la riforma dell'elezione diretta del Capo dello Stato, cavallo di bat- taglia persino del vecchio Msi: "Quelli del Pd si sono già spartiti i prossimi 3 presidenti della Repubblica; io penso che se non quello del 2022, ma quello del 2029 potrà essere eletto di- rettamente dai cittadini: avremo i numeri - esclama tra l'ovazione della platea - per cambia- re la Costituzione". Grandi applausi anche contro i media e la Rai: "I grandi giornali hanno fatto i grandi titoli perchè il Pd tornasse al governo al posto della Lega. I Cinque Stelle erano degli incapaci ieri, e sono diventati degli intellettuali oggi", attacca a muso duro, rispondendo alle domande del direttore del Corriere, Luciano Fontana. Quindi l'affondo sul servizio pubblico: "La prossima volta che saremo al governo, perchè ci torneremo e credo molto presto - assicura Salvini - penso che metteremo un bel pezzo della Rai sul mercato". Altri applausi quando si scaglia contro la senatrice ex Fi, Donatella Conzatti, passata nel gruppo di Italia Viva. "E' stata eletta con i voti del centrodestra e della Lega e ora si sveglia renziana. A me fa schifo. Bisogna intervenire sul vincolo di mandato quando avremo i numeri. Non voglio le gabbie, ma quando passi da un gruppo a un altro, se non è la coscienza, allora deve essere la legge a impedirtelo". Quindi, la promessa finale: "L'anno prossimo, quando ci rivedremo qui, noi saremo molto più forti, e loro, se ci saranno ancora, avranno perso molta della loro credibilità"

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