“Lenta la reazione dell’Italia”

Compromessa l’efficacia delle misure nell’emergenza Covid-19



di Paolo Rubino

ROMA. Gli economisti di Confindustria mettono a confronto le “consistenti risposte di bilancio” con cui diversi Paesi hanno reagito all’impatto dell’emergenza Covid-19 ed evidenziano che la risposta in Italia è stata “lenta e frammentata”: “Il ritardo è ampio”, “compromette l’efficacia delle misure”. Dal Governo la replica arriva con una nota dei ministeri dell’Economia e dello Sviluppo economico: “Dati ormai superati, incompleti e fuorvianti”. Mentre dalla politica Alessandro Di Battista attacca Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi e “gli applausi scroscianti che arrivano dalle redazioni del ‘GiornaloneUnico italiano’ sulla posizione del leader degli industriali, e di Confindustria critica anche il ruolo di editore del Sole24Ore. Il Governo italiano - indica l’analisi centro studi di via dell’Astronomia, con una ricostruzione contestata dal Governo - “ha adottato il primo provvedimento organico a carattere nazionale 23 giorni dopo aver registrato i primi 100 casi di Covid-19, mentre sono stati sufficienti 15 giorni negli Stati Uniti, 12 in Francia e 8 in Germania”. Ed a pesare, a giudizio degli economisti dell’associazione degli industriali, sono state anche la “difficoltà politica di trovare l’accordo tra le forze della maggioranza” ed il “ritardo cronico”, tutto italiano, dovuto ad una “enorme complessità dei provvedimenti legislativi che si adottano in Italia” le “difficoltà operative” della nostra P.a. La Germania “ha erogato oltre 13 miliardi di euro di aiuti a piccole imprese e autonomi (in circa due mesi) contro i 4,7 della Francia (in poco più di 2 mesi) e i 2,4 dell’Italia (per il solo mese di marzo e solo alle partite Iva)”. Per far fronte all’emergenza liquidità “il Governo americano in meno di due mesi ha erogato 512 miliardi di dollari di prestiti (a oltre 4,5 milioni di beneficiari); la Germania, in due mesi e mezzo, circa 47 miliardi di euro (quasi 63mila beneficiari); la Francia, in poco più di due mesi, oltre 88 miliardi (478mila beneficiari); l’Italia, tramite il Fondo di Garanzia, in tre mesi, quasi 34 miliardi (circa 646mila domande) e, tramite la Garanzia Italia-Sace, in due mesi e una settimana, solamente 718 milioni (75 beneficiari)”. Analizzando i programmi di stabilità presentati dai Paesi europei, tra diversi altri aspetti presi in esame dal Csc, “l’ammontare dell’impulso fiscale adottato in Italia è inferiore a quello della Germania (4,5 punti di Pil del 2019) ma sopra alla media Ue (3 punti): 4,2 punti contro 1,7 della Francia e 0,7 della Spagna”. Sulle misure per la liquidità “l’Italia primeggia con un ammontare massimo potenzialmente utilizzabile pari a circa 37,8 punti di PIL (la media Ue è di 20,6 punti), seguita da Germania (27,8), Francia (15,9) e Spagna (10,1)”. Per il Governo, come sussidi “in realtà l’Italia ha erogato quasi 6 miliardi a quasi 5 milioni di persone per tutte le indennità di marzo e aprile, quindi più della Francia”; ricorda poi “il bonus affitti, lo sconto sulle bollette, l’abbuono Irap di giugno e dalla prossima settimana le erogazioni dei contributi a fondo perduto”; Per i due ministeri “quanto alla liquidità nel confronto Confindustria omette i 277 miliardi totali della moratoria su crediti e mutui”. E aggiungono: “Il primo decreto contenente ‘misure urgenti di sostegno per famiglie lavoratori e imprese’ risale al 2 marzo, a 10 giorni dal primo caso accertato in Lombardia”; riconoscono poi che “alcune misure hanno riscontrato criticità nei tempi di attuazione, prima fra tutte la Cassa integrazione in deroga”.