Leonardo/Piano crescita “sostenibile”



Le stime gelano la Borsa: il titolo perde il 12%. Profumo: coi risultati convinceremo i mercati

VERGIATE (Varese). Il gruppo Leonardo vara il piano industriale 2018-2022 dell'a.d. Alessandro Profumo. Punta su una "crescita sostenibile di lungo periodo", "in accelerazione fino al 2022". Ma a caldo non convince i mercati: brusca quindi la reazione del titolo a Piazza Affari, spinto dalle vendite al ribasso e più volte sospeso. A fine giornata il calo è del 12%, sotto quota 10 euro (a 9,992 euro). "Il fatto che abbiamo dato delle guidance più basse delle attese faceva prevedere una reazione del mercato", commenta Pro- fumo che mostra fiducia: convinceremo i mercati "consegnando i risultati che avremo ottenuto, realizzando quello che abbiamo promesso", dice, invitando a guardare al piano "a lungo termine" invece di "foca- lizzarsi sulle guidance per il 2018". Dopo il warning sulle guidance 2017 lanciato a novembre per le criticità nel settore degli elicotteri, e la pesante reazione della Borsa, non è stato un caso se l'ex Finmeccanica ha scelto lo stabilimento elicotteristico d'eccellenza di Vergiate, in provincia di Varese, per presentare alla comunità finanziaria il piano al 2022 di Alessandro Profumo. Sarò "trasparente e diretto", dice l'a.d illustrando agli analisti fi- nanziari le "specifiche azioni mirate" per superare "le difficoltà temporanee" nel business degli elicotteri: "Stiamo cercando di risalire la china". Il piano punta, per il settore, a tornare ad una redditività a doppia cifra nel 2020. Le parole di Profumo sono piene di fi- ducia: "Abbiamo un business di qualità, sappiamo che possiamo fare bene. Siamo fiduciosi sul futuro del nostro business, abbiamo grandissime ambizioni. La visione futura è veramente prospera e promettente: tutti i nostri mercati dovrebbero crescere nei prossimi anni. Siamo concentrati sugli elicotteri ma abbiamo un posizionamento attraente su tutte le altre linee di business". Il gruppo conferma le previsioni per l'esercizio 2017 così come erano state riviste a novembre: ricavi, Ebita, e flusso di cassa operativo saranno "nella parte bassa della forchetta". Con ordini compresi tra 11,3 e 11,7 miliardi a causa dei tempi per la finalizzazione di un contratto export per l'aereo C27J. Il 2018 è atteso come "un anno di consolidamento", con ordini visti tra 12,5 e 13 miliardi, ricavi tra 11,5 e 12 miliardi, il flusso di cassa operativo a circa 100 milioni, un indebitamento di gruppo a 2,6 miliardi. Nell'arco del piano 2018-2022 il gruppo punta ad una crescita media annua degli ordini superiore al 6 per cento (a 70 miliardi al 2020 con una crescita a doppia cifra, indica la Cfo Alessandra Genco), dei ricavi tra il 5 ed il 6%, dell'Ebita tra l'8 ed il 10% con una redditività superiore al 10% nel 2020, ed una generazione di cassa in crescita dal 2020. Una crescita "sostenibile" perché il piano punta al mantenimento di una struttura finanziaria "solida e flessibile" con "l'obiettivo di ritornare ad un pieno credit rating 'investment grade' dopo la prima recente promozione, e con un "giusto bilanciamento" tra riduzione dell'indebitamento e taglio dei costi, spinta agli investimenti (600- 700 milioni nell'arco di piano) ed "un'adeguata" remunerazione degli azionisti. Con Airbus "un ottimo rapporto", "consideriamo futuri investimenti e ne parleremo": la missilistica Mbda è "una j.v di successo", la quota "non si vende, e Atr è una "buona" partnership". Negli Stati Uniti intanto la quotazione di Drs "può aspettare".

E sul fronte dell'accordo italo-francese sui cantieri navali "stiamo dialogando - dice Profumo - con gli amici di Fincantieri. E' in corso una analisi".