Letta scioglie oggi la riserva

PD/ZINGARETTI SPINGE: È SOLUZIONE FORTE. VERSO IL SÌ UNANIME DELL’ASSEMBLEA




di Giampaolo Grassi

ROMA. Nelle prossime ore Enrico Letta scioglierà la riserva sulla sua candidatura alla segreteria del Pd. Tutto lascia intendere che sarà un “Sì”. Questi giorni di contatti e di lavorio dei big del partito sono serviti a preparare il terreno. Mentre le resistenze di chi, fra i dem, qualche riserva ce l’ha ancora, sembrano indebolirsi ora dopo ora. La maggioranza ha quindi fiducia nel fatto che l’assemblea di domenica possa dare il via libera all’ex premier con un voto unanime o giù di lì. I segnali per uno scenario di questo tipo ci sono tutti: lo sbarco a Roma di Letta, nel pomeriggio, in arrivo da Parigi. E la dichiarazione del segretario dimissionario, Nicola Zingaretti, con il virtuale passaggio di consegne. “Sono convinto che la soluzione più forte ed autorevole per prendere il testimone della segreteria sia Enrico Letta”. Dopo il tweet di domenica scorsa, quando sembrava che Letta avesse risposto picche all’ipotesi di un suo impegno alla guida del partito, nei giorni successivi una serie di conversazioni con i big della maggioranza dem - Nicola Zingaretti, Dario Franceschini e Andrea Orlando - ha determinato un cambiamento di scenario. Due le richieste di Letta: una candidatura il più possibile unitaria e che il prossimo congresso sia alla scadenza naturale, cioè nel 2023. Insomma, che le minoranze, specie quella più corposa degli ex renziani di Base Riformista, non si mettano di traverso. O almeno che facciano buon viso a cattivo gioco. Malgrado i distinguo, con la richiesta di un congresso appena possibile, Base riformista sembra orientata per il sì a Letta in modo compatto. La decisione ufficiale, comunque, è attesa domani, dopo una riunione della corrente. Più incerta sembra la componente che fa riferimento a Matteo Orfini, che aspetta di ascoltare le parole di Letta. Al momento, infatti, non risultano contatti diretti fra il (quasi) candidato e le minoranze dem. In ogni caso, non ci sarà da attendere domenica, visto che Letta ha già annunciato di voler parlare anche del partito, quando domani scioglierà ufficialmente la riserva. In una lettera aperta di sostegno a Letta, Zingaretti è tornato a ribadire le ragioni delle sue dimissioni, ricordando i “soliti rumori di sottofondo” nel Pd: non una “reale proposta politica alternativa, ma un lungo e strisciante lavorio distruttivo”. Poi ha ribadito: “Continuerò a dare il mio contributo attivo da Presidente di Regione e anche nel dibattito politico con le mie idee. Alla luce del sole”. E ha riproposto l’esigenza di un chiarimento, con quella costituente delle idee proposta a suo tempo alle minoranza ma respinta al mittente: “Dobbiamo contribuire e sostenere il Governo Draghi, ricostruire una nostra visione e progetto comune in un mondo totalmente cambiato, riaprire una grande discussione con un congresso politico”, che parli di temi, quindi, e non di nomi. La convergenza su Letta è confermata da Debora Serracchiani che, anche in ottica “parità di genere”, era considerata ‘papabile’ per una candidatura alla segreteria. Con un messaggio Facebook, ha fatto un passo di lato: “Ringrazio quelle donne democratiche che hanno offerto l’onore di candidarmi alla segreteria del partito”, ha scritto, ma “vedo che un consenso si sta raccogliendo intorno a Enrico Letta, e non ho remore a dire che ho apprezzato il lavoro che ha fatto”. Anche dal “partito dei sindaci”, che nell’ultimo periodo aveva mostrato crepe sul sostegno a Zingaretti, è arrivata un’aperura a Letta. “Se si aprirà come spero agli amministratori e ai territori - ha detto il primo cittadino di Firenze Dario Nar- della - potrà essere la persona giusta al momento giusto”. Più di un via libera quello del governatore della Puglia, Michele Emiliano: “Sto incoraggiando Enrico Letta a fare questa meravigliosa pazzia”.