Lettera di Pallotta sul caos Roma: "Non mi faranno mollare"

La verità del presidente: 'ho dato troppa autonomia a Monchi'


 Nonostante i veleni sulla Roma, il presidente James Pallotta  garantisce che non mollerà la società. "Conosco la storia di questa città negli ultimi 3.000 anni, so come vanno le cose. Nessuno mi costringerà a lasciare la Roma". La verità del presidente James Pallotta s - apprende l'ANSA - arriva da Boston con una lunghissima presa di posizione, pubblicata sui social della Roma.

"Ho fatto molti errori - ammette - ad esempio ho dato troppa autonomia a Monchi".

Secondo Pallotta la reazione di De Rossi all'acquisto nel neo-campione del mondo francese Nzonzi fu "umana". "De Rossi reagì male alla notizia

dell'arrivo di Nzonzi, ma era umano: anche perche' il giorno prima Monchi gli aveva detto che non l'avrebbero acquistato". E' una delle rivelazioni  del presidente .  "Il giorno dopo - prosegue Pallotta -De Rossi e' tornato indietro, ha detto 'ho sbagliato, andiamo avanti insieme".


Palotta ha poi spiegato la sua gestione della Roma ed è tornato sui motivi per cui l'ha acquistata, replicando alla critiche più diffuse tra i tifosi: "Sono fermamente convinto che prima di questa stagione, almeno negli ultimi 4-5 anni, abbiamo allestito squadre molto competitive e desiderose di vincere. Ci siamo qualificati con regolarità in Champions League ma non è stato sufficiente per vincere un trofeo. Questo è un mio grande rimpianto, perché alla fine il motivo per cui sono qui è vincere trofei". Così il presidente della Roma, James Pallotta, nella lunga lettera pubblicata sul sito giallorosso. "Con i miei investitori, ho versato centinaia di milioni di euro e ho già speso probabilmente quasi novanta milioni di euro in un progetto per lo stadio che avrebbe dovuto essere approvato anni fa: uno stadio che assicurerebbe benefici alla Roma, alla città e al calcio italiano" aggiunge Pallotta, specificando che "se qualcuno pensa che io sia interessato solo a fare soldi con la Roma, non potrebbe commettere errore peggiore". "Non ho mai preso uno stipendio. Non ho mai tirato fuori un soldo dalla squadra. Non ricavo nulla dalle cessioni dei giocatori. Non guadagno niente dalle vendite delle maglie da gioco. Non prendo un centesimo" conclude 

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