LIBIA/I TERRORISTI PROVANO AD ALZARE LA TESTA E NEI VIDEO MINACCIANO ROMA



IL CAIRO. Fiaccato, ma non ancora sconfitto, l'Isis in Libia prova a rialzare la testa e promette ai propri combattenti la "vittoria" e la "preghiera a Roma" in un video di propaganda pubblicato sul web. Intanto nuovi documenti sulla vita quotidiana a Sirte sotto lo Stato islamico sono venuti alla luce grazie alle forze libiche impegnate sul campo.

Le milizie dell'operazione al Bunyan al Marsous, fedeli al governo di unità nazionale, hanno infatti ritrovato una serie di documenti nei palazzi sottratti ai jihadisti che riguardano le 'leggi’ e le disposizioni adottate dai fondamentalisti: una trentina di documenti che attestano i divorzi, gli annullamenti dei contratti di matrimonio e di eredità.

Una delle carte certifica il divorzio di una nigeriana per apostasia, mentre un altro sancisce la separazione tra due coniugi dopo che l'uomo si era rifiutato di entrare nell'Isis. Non mancano le istruzioni che l'emiro di Sirte forniva al giudice che doveva decidere su matrimoni o divorzi. Una serie di 'leggi’ e 'codici’ che testimoniano la volontà dei jihadisti di edificare un Califfato in Libia.

Un sogno folle riproposto anche nel video di promesse e minacce contenute nel video postato sul web giorni fa dove i seguaci di al Baghdadi incitano a proseguire la loro missione. Nelle immagini compare un kamikaze che prima di compiere l'operazione suicida si rivolge ai combattenti in Iraq e Siria e augura loro la "vittoria".

"C'è la crisi, ma dopo la crisi realizzerete la vostra preghiera a Roma come ha promesso il profeta - dice il terrorista Abdel Rahman el Libi -. Non preoccupatevi dell'unità dei crociati e dei tiranni arabi contro di voi, dio ci darà la vittoria, siamo una nazione unita e imporremo la svaria in tutto il mondo". Il video di 14 minuti dal titolo 'O dio, voglio vederti soddisfatto’, mostra alcune azioni in Libia con riferimenti anche al generale Khalifa Haftar, capo delle forze armate legate a Tobruk. Il kamikaze che parla - secondo il portale Alwasat - è morto in un'operazione suicida contro le forze armate a Kawarsha a Bengasi.

La propaganda dei terroristi dunque non si ferma, così come non cessano i raid aerei americani - 108 ad agosto e prolungati per altri giorni - concentrati sulle postazioni dell'Isis a Sirte in un'area di pochi chilometri. Un'offensiva aerea che ha indebolito i jihadisti, ridotti a poche centinaia dicombattenti, ma non li ha neutralizzati del tutto. Dall'altro lato della barricata operano invece le milizie legate al premier Fayez al Sarraj sostenuto dall'Onu, pronte alla battaglia finale, come promettono da settimane. La loro operazione, iniziata a maggio, si sta prolungando più del dovuto, con pesanti perdite umane. Nessun insuccesso, commentano gli esperti, ma solo un rallentamento nelle operazioni. Sul contrasto al fenomeno dell'immigrazione clandestina, l'Italia e il governo di unità libico hanno intanto concordato urgenti misure per ridurre il rischio di nuove tragedie. Istituita una Commissione interministeriale e una sala Operativa congiunta, per controllare e ridurre efficacemente il fenomeno.


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