Lo ius soli colpo di grazia



L’ITALIA E IL DISEGNO DI LEGGE ALL’ESAME DEL SENATO

Partendo dall’articolo sullo ius soli pubblicato ieri sul Giornale da Riccardo Pelliccetti, pare evidente la manovra in corso. Uno o più partiti in calo (tra cui il Pd?) hanno bisogno di nuovi “abbonati”. Nuova linfa per governare senza accordi stringenti con altre formazioni politiche. Un partito con le mani libere, senza particolari valori da difendere, ma con il desiderio feroce del comando. Tutto legittimo, si dirà. La cor- sa al potere non ammette regole. Tuttavia, se possibile, bisognerebbe soffermarsi un istante sulla particolarità dell’Italia, gemma unica e scrigno di arte, storia, cultura e bellezze naturali. Ogni città, grande e piccola, come si sa, è una capitale, un unicum, fondata su tradizioni e costumi che affondano nella notte dei tempi. Nessun Paese del mondo ha una tale “biodiversità” del bello. Ma a questo patrimonio dell’umanità chi ci pensa più oramai? L’interesse nazionale, cioè il bene comune, il bene della Penisola, di chi ci abita, sembra non avere più alcun significato. Tutto travolto in nome di interessi economici e di potere di singole bande, spesso minoritarie, di oligarchie poco competenti o attratte esclusivamente da enormi guadagni per sé.Anche il ruolo del Vaticano non sembra all’altezza. In altri periodi la Santa Sede, pur con i suoi limiti, primeggiava per equilibrio e saggezza, almeno rispetto al caos dei loro colleghi laici. Adesso è in atto la disarticolazione del Paese in base a fantomatici valori propugnati da Onu, Unesco, etc..Si ha poi la netta sensazione che la sovranità dell’Italia sia ai minimi storici. Al G7 siamo arrivati con grande modernità, a mettere sul piatto anche la parità di genere. Ma esisterà una scaletta di priorità nei problemi oppure, non ca- pendone nessuno, li consideria- mo tutti sullo stesso piano, innome di una assoluta relatività? Tornando allo ius soli, è pale- se che esso rappresenterebbe il colpo di grazia. Una volta appro- vata la legge assisteremo alla cor- sa al parto orchestrata dai traffi- canti di esseri umani. Dopodiché, sarà tutto finito. Terra di conqui- sta diverrà l’Italia (come ben pre- detto dagli amici del Califfo), in- certa e insicura, priva di qualsiasi capacità di reazione di fronte agli eventi. In nome del multiculturalismo verranno smantellate nel tempo le chiese, i conventi, oppure verran- no riconvertiti per altri usi, magari per altre fedi. Una volta accertato il carattere insignificante di tanti nostri monumenti, si deciderà di abbatterli, per non offendere la vi- sta dei nuovi cittadini. Si macelle- ranno le pecore per strada, una parte degli animali domestici sa- ranno giudicati impuri e si udirà la voce squillante del muezzin, ma- gari da qualche nostra torre me- dievale. Nel frattempo chi avrà potuto sarà andato via. Accompagnato alla porta dalle classi dirigenti: ben contente di essersi liberati di “pe- ricolosi dissidenti”, così poco col- laborativi e polemici rispetto ai nuovi residenti della terra di Pi- randello.